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Un viaggio, un vino e la somma di tante storie: Gorgona

Lamberto Frescobaldi

Questa storia potrebbe cominciare così: “C’era una volta, nella splendida Toscana, un castello lontano e una famiglia di marchesi che facevano, dell’amore per la propria terra, un lavoro tramandato di generazione in generazione. 700 anni di storia. 30 generazioni dedite alla produzione di vino di pregio, i cui nomi sono simili a un sogno: Frescobaldi, come la casata che rappresenta, Ornellaia, Masseto e Attems, come la qualità conosciuta nel mondo intero e il più evocativo Luce della Vite.

Una storia che parte dal rispetto profondo per la tradizione e arriva all’apertura alla sperimentazione.

E proprio in questa ricerca che la famiglia Frescobaldi decide di dare al vino un valore tutto nuovo, proiettato verso qualcosa che supera la famiglia stessa e pensa a un bene più grande. Così nasce il progetto sociale Frescobaldi per Gorgona.

A Gorgona, dove si trova l’ultimo carcere su un’isola in Italia, i Frescobaldi, nel 2012, iniziano un nuovo progetto sociale e vitivinicolo, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria: si parte da un ettaro di vigna e si inizia a produrre un vino, Gorgona, un bianco di vermentino e ansonica (2700 bottiglie ogni anno) servito nei migliori ristoranti ed enoteche italiani. Ma Gorgona è soprattutto un progetto che offre ai detenuti che lavorano in vigna la possibilità di fare un’esperienza professionale nel campo della viticoltura.

Dopo aver formato i detenuti sull’isola, grazie all’aiuto di agronomi ed enologi, arriva dunque il momento di accompagnare il detenuto fuori dal carcere per un percorso di reinserimento sociale concreto e tangibile dove mettere a frutto i segreti  del mestiere imparati a Gorgona.  Un’idea che aiuta a legare sempre più lo sconto della pena all’idea della riabilitazione, dell’educazione e della formazione. Un esempio reale a dimostrazione che il carcere può essere davvero l’occasione per i detenuti di un recupero nella comunità sociale e lavorativa.

Gorgona oggi è l’unica isola-penitenziario rimasta in Italia e rappresenta un esempio felice di sistema penitenziario: un modello di eccellenza e di recupero dei detenuti proprio secondo quanto indicato dalla nostra Costituzione, un esperimento che vede uniti pubblico e privato dove la recidiva è molto bassa rispetto agli altri istituti penitenziari.

In occasione della presentazione della nuova vendemmia (Gorgona 2014), sono state presentate sull’isola carcere le novità 2015, tra cui una borsa di studio per un detenuto meritevole, a un corso di formazione nel settore della ristorazione e uno stage retribuito in un ristorante di Firenze.

Lamberto Frescobaldi2

Abbiamo incontrato il Marchese Lamberto Frescobaldi per farci raccontare il progetto.

Come è nata l’idea? L’idea è nata da una mail che ricevemmo dal carcere di Gorgona, in cui l’Amministrazione Penitenziaria proponeva a diverse aziende vitivinicole vicine alla costa livornese di aiutarli a gestire l’ettaro di vigna presente sull’isola. Pochi giorni dopo andai personalmente sull’isola a vedere la vigna e conoscere i detenuti: da lì è nato questo bellissimo progetto, che è nel contempo un viaggio, un vino e un sogno.

Per credere in questo progetto, ci vuole più generosità, speranza o fiducia? Fiducia, rispetto e coraggio. Necessari in questo, come in ogni progetto.

Questo progetto può essere più assimilato a un’opera di beneficenza o di business? Per quanto mi riguarda, Gorgona è prima di tutto una storia, o meglio la somma di tante storie, come tante sono le persone che mi hanno aiutato a realizzare questo progetto e questo vino.

Cos’è la bellezza? La bellezza è il mare, una vigna e la passione che mi ispira ogni giorno a fare meglio il mio lavoro.

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