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Non vivo crogiolata nei ricordi, ma vivo di memoria: di fotografie e vecchie lettere, di biglietti bagnati di lacrime, di scrittoi sporcati di cera e vivo di profumi che mi fanno vivere di memoria…

Il mare frizzante, il cielo stellato e una dichiarazione d’amore al mio bambino: ecco Eau des Merveilles Hermes

  La busta arancione, iconica, riconoscibile tra mille, il nastrino marrone, scarto il profumo delicatamente. Mi beo della forma irregolare della boccetta, un piccolo capolavoro obliquo, un vetro purissimo che rimanda a un cielo chiaro, e la polvere d’oro sullo sfondo della bottiglietta ricorda un firmamento stellato. Uno spruzzo e, deciso, mi assale l’odore del mare fresco ed esuberante, reso poi morbido dalla rotondità del patchouli. Chiudo gli occhi e cerco di descrivere le sensazioni che provo, lasciando fluire le emozioni e i pensieri. Vengo catapultata su un altro piano. L’azzurro del cielo in una giornata tersa e assolata, l’orizzonte infinito, la danza di uno stormo di uccelli, il mare frizzante e sorprendente. Ecco cosa contengono i tuoi occhi, lo sguardo tutto teso al futuro, tutto proteso all’incerto e quando la sera ti rimbocco le coperte e mi fermo a guardarti  un po’ più a lungo, ti fai interrogativo a chiedermi cosa, e in quel mio osservarti, metto tutto il mio amore che timidamente non ti dico. Ti sposto i capelli dalla fronte, ti immagino …

Una storia tramandata…

A volte è una storia tramandata, tra donne, fatta di ricordi e memoria, di passato che torna, di odori amati non dimenticati, di un roseto in un giardino nascosto, di nomignoli cari, di lettere, di inchiostro a fiumi, di the sorseggiato ogni pomeriggio con tazzine di porcellana, di segni a cui diamo un significato potente. Di legami profondi, ancestrali, di cose dette a mezza bocca, appena sussurrate. Di abbracci e baci, i primi quelli più veri. Di immagini, ritratti attaccati alle pareti, pennellate dense dipinte su tele in cui ci guardiamo come in uno specchio poetico. A volte è un libro letto da bambina, che è sempre un piacere ritrovare e rileggere e condividere. A volte è un momento della nostra vita, felice, fermato, impresso per sempre in una foto, che il tempo non potrà scalfire né la vita potrà mai cambiare. A volte un profumo diventa tutto questo, un lavoro corale di donne, una storia tramandata, come Izia di Sisley Paris.

Il mio Chanel N°5 L’Eau

Apro il diario che avevo portato per appuntarmi sensazioni e idee e vengo colta da una vertigine: nascosto nelle pieghe delle sue pagine – come facevo quando ero ragazza – timido, un bocciolo di rosa di maggio, colto in quelle giornate a Grasse, per scoprire il nuovo N° 5.

Chanel Experience: 3^ puntata del trucco primavera 2016!

Chiudo gli occhi e sono nei magnifici anni ’20, Chanel entra nella maison con il suo passo deciso, la giacca in tweed, i fili di perle che si muovono appena, l’aria si riempie di un profumo caro, di rosa di maggio, gelsomino e sensuale vaniglia. Me la immagino austera, precisa, perfezionista a controllare la sua collezione, mi sembra un sogno.   Apro gli occhi ed eccomi a Los Angeles, California, il sole sorge e bacia dolcemente la spiaggia di Venice Beach, villette basse, tutte diverse, si lasciano scaldare dalle prime luci del mattino, gente che corre, chi va in bicicletta, i turisti in tandem, la giostra è ancora chiusa. E poi l’oceano immenso, misterioso, prodigioso, di un blu intenso. L’aria è calda soleggiata. E la mia mente si perde in un viaggio lontano.   E questo andare nel tempo mi dà una leggera vertigine. Un viaggio tra passato e presente, con la certezza che Chanel all’avanguardia, innovatrice, sperimentatrice allora è perfetta, femminile, sorprendente, sempre, oggi. Credits: Videomaker Giulio Palaferri Videoeditor Gianluca Bronzini