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Il trucco dopo gli “anta”

Amiche, oggi edizione speciale, un talk show con una super ospite, la bravissima Barbara Del Sarto! Ho chiesto a Barbara se è vera una leggenda metropolitana: e cioè se è vero che dopo gli “anta” – quindi se una pelle matura – è meglio che si trucchi sempre meno? E la risposta è…. Sfatiamo questo falso mito! Possiamo truccarci ma con le texture adatte proprio alla pelle. Prima di tutto, è vero, abbiamo le rughe, ma cerchiamo di guardare e valorizzare le cose belle!👍 Il fondotinta: è meglio sceglierlo fluido o in crema – acquistiamo in luminosità (e la pelle comincia a tendere verso il grigio😱). Le polveri solo per pelli oleose. Il correttore: preferiamolo sempre luminoso. Gli ombretti: aboliamo glitter o metallici (a meno che non siamo rock) e puntiamo sugli ombretti in crema che sono più facili da stendere (subito però). I glitter vanno benissimo solo come punti luce. 👉E via con il colore più adatto al nostro stile. Ecco il video👇 https://youtu.be/19_YUipMY90    

Ecco due colori di ombretto che stanno bene proprio a Tutte!

Amiche: ecco due colori di ombretto che stanno bene a Tutte! A qualsiasi età e per qualsiasi incarnato e colore di occhi: l’arancione e il bronzo. L’arancione – Ombretto Firebrick – è luminosissimo, mentre il bronzo – Ombretto Bronzed – crea un effetto lifting! Abbiamo usato due ombretti MUD Studio Milano, satinati e cremosi, regalano una radiosità incredibile. per vedere il tutorial, clicca qui Credits: MUA – Lorena Smaniotto di Mud Studio Milano Videomaker Mark Perna

Come dare risalto allo sguardo? Grazie alle sopracciglia!

Spesso mi ritrovo a osservare il volto di alcune donne, con un makeup bellissimo: occhi delineati da un eyeliner e delle sfumature di ombretto, con contouring e blush e magari un bel rossetto acceso. Rimango però sempre un po’ perplessa quando osservo anche la parte più trascurata del volto, la quale invece è fondamentale! Le sopracciglia!

Come si mette l’eyeliner?

L’Eyeliner intensifica lo sguardo, è un grande classico, un evergreen ma non è proprio facilissimo da disegnare. Sul web ci sono tanti consigli, come applicare lo scotch sopra l’occhio o mettere un cucchiaino… Basta una matita e una parola magica: il confine.

Tutto quello che devi sapere sul cappello Panama!

In estate c’è un accessorio che ci protegge dal sole e ci dona uno charme senza tempo: il cappello Panama. Abbiamo incontrato Matteo Mutinelli, nella sua cappelleria di Milano, per scoprire tutto quello che c’è da sapere sul Panama. Prima di tutto non viene da Panama, ma dall’Equador, a Panama è cominciata la commercializzazione. Che cos’è? Quando parliamo di Panama, in realtà ci riferiamo alla materia prima che viene usata e cioè una palma chiamata Palma Toquilla o Palma Carludivica (e quindi non la forma o la fascia nera). La fibra viene fatta essiccare e poi i fili intrecciati a mano. Più l’intreccio è fine e la trama è compatta, più sale la qualità del cappello, che diventa elastico, leggero e si può anche arrotolare. L’intreccio è fatto a mano in una composizione circolare e si dirama a vortice ed è questa la grande differenza con quello che Panama non è! Il Panama è il frutto di un lavoro manuale di mesi (per un solo cappello!) di quello che possiamo a tutti gli effetti chiamare …