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Armocromia: come individuare se il nostro sottotono è caldo o freddo

Quante volte vi ho detto di come il colore di una maglietta può farci sentire e apparire al nostro meglio? Un sacco di volte! E continuerò a farlo. Perché per me è stata una rivelazione sensazionale: le occhiaie si vedono meno, la pelle sembra più fresca, il mascellone meno spigoloso. Ecco la magia dell’armocromia. Cioè l’analisi del colore per capire il nostro sottotono della pelle del viso e scoprire a quale “stagione apparteniamo”, convenzionalmente ce ne sono 4 (Inverno, Estate, Primavera, Autunno – non c’entra niente quando siamo nate), suddivise ciascuna in 3 sottogruppi per un totale di 12 possibilità. È un’analisi fatta con materiali e criteri specifici, che richiede studio, esperienza e anche tanto occhio (il rosso può essere caldo o freddo, bisogna avere occhio per notarlo). Ma una domanda che mi fate spessissimo nei messaggi privati è: se non voglio andare da una consulente, come faccio a capirlo da sola? Come individuare se il sottotono è caldo o freddo da sole? Ecco qui una primo test facile facile per individuare almeno se il …

Calzoncini dopo “gli anta”: si o no?

Non ho l’età, non ho l’età Per amarti, non ho l’età Per uscire sola con te… cantava Gigliola Cinguetti nel 1964. L’età come limite. La domanda però adesso che Vi pongo, care amiche è: l’età puó essere un limite nel vestirsi? I calzoncini dopo “gli anta”: si o no? Ci sono abiti che dopo “gli anta” non vanno più bene? Oppure é una questione di stile? O forse dipende solo dal contesto? Tutto nasce perché domenica volevo andare in spiaggia con un paio di calzoncini (ammetto del pigiama) molto aderenti e striminziti, forse troppo. E mio figlio lapidario: “hai cinquant’anni” (Rubandomi un anno per arrotondare e avere un effetto più teatrale)! E ha blaterato qualcosa sulla decenza… Ecco, devo dirvi che lui non è bigotto per niente, anzi è estremamente contemporaneo e aperto. Poi ha virato furbescamente su: “e poi, non è il tuo stile”. Però il tarlo mi è rimasto: l’età può (o deve) essere un limite nell’abbigliamento? A voi l’ardua sentenza!

Armocromia sì, armofollia no!

Tra armocromia e armofollia il passo è breve. “Credo di essere autunno caldo, ma forse sono invece inverno freddo”. “Sono decisamente soft ma smi i colori brillanti “. … Ne parlavo giusto quanche giorno fa con l’amica Elena. Scoprire l’armocromia (l’analisi del colore per il nostro viso) significa scoprire a quale stagione apparteniamo (convenzionalmente ce ne sono 4, ognuna suddivisa in 3 sottocategiore x un totale di 12) e di conseguenza quale sarà la palette di colori “amici”. Cioè colori che ci donano e valorizzano rendendo la pelle più bella. Individuare la nostra stagione è come conoscere un nostro pregio, essere consapevoli, vedersi e sentirsi più belle e sicure. Ma. Ma non deve diventare una malattia, una follia!. Se ci piace il nero e ci fa sentire a nostro agio ma non è nella nostra palette, continueremo ad usarlo con la consapevolezza che è un colore “comfort zone” ma non amico.

Guardaroba base dell’estate

Ed ecco i must have dell’estate, quelli che proprio non posso mancare: il guardaroba base. Una capsule dell’estate è composta da 10 pezzi + t-shirt e canotte + fantasia Sì, sì, avete letto bene amiche, potremmo sopravvivere all’estate con poco più di 10 pezzi, ecco dunque la capsule base: 1 giacca di cotone 2 cardigan leggeri (per i venti serali) 3 abitini 2 camicette di seta 2 paia di pantaloni t-shirt e canotte 10 pezzi x un minimo di 13 look senza contare le t-shirt e le canotte. È una capsule base dalla quale partire che, ovviamente, varia dai gusti e dallo stile: c’è chi metterà più pantaloni e meno vestiti e chi invece al posto dei pantaloni metterà le gonne. E in ultimo gli accessori che arricchiscono e penso a: sandalo ultra flat vs tacco alto, borse in paglia (un grande must) vs borsine serali, il cappello Panama e non solo, una pashmina, bikini e costumi, copricostumi… E soprattutto la fantasia e il desiderio di qualche sfizio x gratificarci, se possiamo.

Come abbinare 1 giacca: ecco 4 look x tutti i gusti

Questa è quello che io chiamo capo furbo. Perché è versatile e trasversale. 1 giacca per 4 look (per tutti i gusti) Con un jeans e una t-shirt diventa casual perché non è strutturata ed è comoda come un cardigan ma veste come una giacca. Con un pantalone con il risvolto, una camicia bianca e una collana di perle si trasforma in classico raffinato e moderno. Con uno skinny e un top è elegante da party girl. Con un boyfriend e un tacco alto è stilosa. Con la cintura sopra e una spilla evidente diventa creativa. In valigia è perfetta perché non si sgualcisce. Si lava in lavatrice. Da aprile a settembre è perfetta. Qual è il vostro capo furbo?

Scopri il tuo stile nell’abbigliamento

Qual è il mio stile nell’abbigliamento? Convenzionalmente ci sono 7 stili che potrebbero rappresentare 7 modelli, 7 personalità. Non sono gabbie, perché alcuni sono confinanti e può capitare di prendere dall’armadio del “vicino”. Lo stile è la nostra rappresentazione esterna, è qualcosa che viene da dentro, che ci appartiene. Sapere quale è il proprio stile ci fa scoprire quale è il punto di forza e il valore che noi diamo al vestirci, ma anche il rischio che possiamo correre in certe situazioni professionali. Conoscere il proprio stile ci consente di comprare in modo mirato e di trovare l’intruso nell’armadio (il capo che abbiamo comprato per impeto o per il colore che ci piace, ma che per il tessuto o il taglio non ce lo sentiamo nostro e non si abbina con il resto). Vuoi scoprire il tuo stile e ricevere gratuitamente i consigli, iscriviti alla newsletter mensile e rispondi a queste domande. https://bit.ly/2B7PrHn lo stile femminile romantico stile femminile seducente stile fashionista grintoso stile classico elegante stile classico tradizionale stile pratico sportivo

La giacca di pelle è il simbolo della primavera

Se una rondine non fa primavera, possiamo dire senza essere smentite che il capo in pelle invece è in assoluto il simbolo della primavera. Si presta a diverse fogge: molto cool quando veste come una giacca; trasversale in versione gilet; rock/punk per l’intramontabile chiodo. Ovviamente tutto anche in versione eco-pelle. E Voi amiche, ne avete uno nell’armadio? Lo amate?

Guardaroba base: bastano solo 11 pezzi! (ma non ditelo ai fidanzati)

Non fate leggere questo post ai vostri mariti/fidanzati! Parliamo di guardaroba e della solita frase “non ho niente da mettermi!”. Ecco, la verità (sconcertante) è che per un guardaroba base bastano (solo) 11 pezzi. Avete letto bene: 11. Ecco quali sono Partiamo da: 1 giacca o cardigan a seconda dello stile (e della nostra comodità) e questo è caso di dirlo IL capospalla (quello su cui dovremmo spendere di più perché ci veste e dura nel tempo). Poi serve: 1 pantalone, 1 gonna (x cambiare o 1 pantalone bis), 1 abito, 1 jeans. A seguire: 2 camicie, 1 maglietta, 1 sotto-giacca (sotto cardigan), 2 top. 11 capi che facciamo girare creando almeno 19 look (nelle varie combinazioni). Poi è indubbio che se abbiamo (anche ereditato) qualche accessorio tipo foulard, sciarpe, collane, orecchini, spille, borse, gli accostamenti aumentano a dismisura. Poi ovviamente ci sono le variabili stagionali, gli sfizi e la fantasia.

La consapevolezza dovrebbe essere il primo abito che indossiamo

Sempre di più mi accorgo che la vera bellezza è la consapevolezza che ci viene dalla capacità di guardarci allo specchio e riconoscerci – a volte dopo i cambiamenti del nostro corpo è un conoscersi nuovamente.   E quando siamo consapevoli – profondamente – possiamo anche diventare o essere maggiormente sicure di noi stesse.   Come? Attraverso un percorso che scopre un nuovo colore per la maglietta che esalta l’incarnato del nostro viso grazie all’armocromia, passa per la forma giusta del vestito che valorizza le nostre forme con l’analisi della figura (body shape), svela lo stile che ci appartiene e che ci rappresenta e arriva al rossetto come stratagemma di sicurezza.   Perché se ci guardiamo con amore e consapevolezza allo specchio, e riconosciamo i nostri pregi, allora un rossetto non è solo un colore, diventa una iniezione, uno stratagemma di sicurezza, quella capacità di camminare al centro del corridoio, calcare il pavimento (sto arrivando!), avere la voce ferma per esprimere la nostra opinione.

Riordinare il cassetto della biancheria intima: 4 consigli

E anche il cassetto della biancheria intima è arrivato al capolino! Non vogliamo svuotarlo, pulirlo, e soprattutto dare una bella riassettata (e buttata) alla biancheria? Comincerei con gli orfani, gli spaiati, non vorremo mica mettere il reggiseno di un colore e lo slip di un altro, vero? È disarmonico, ci spogliamo e siamo interrotte, noooooo. Via i single, gli usurati, gli stretti (per carità l’effetto salsiccia) e soprattutto quelli che non ci valorizzano. Mai frase più giusta fu detta: pochi ma buoni! Una volta fatto il sacchetto dell’addio, e pulito il cassetto, 4 consigli – li riponiamo tenendo i reggiseni distesi (così mantengono la loro forma) e non accovacciati su sé stessi – gli slip piegati in tre dentro il loro reggiseno  – sopra io amo mettere della carta velina o le canotte in raso (per colore) – meglio il lavaggio a mano – qualsiasi centrifuga li usura più velocemente