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Un foulard e un profumo: ecco la mia interpretazione di Twilly di Hermes

E prima di uscire l’ultimo dettaglio, lo scelgo, una tavolozza di colori, sfumature e metafore: il bianco per il silenzio, l’arancione per la gioia, il rosso intenso per l’impeto, il blu per la profondità, il verde per l’armonia, il rosa per la tenerezza, il giallo per la tenacia, il viola per la spiritualità. Un quadro poetico. Lo prendo, per vezzo lo faccio scorrere tra le dita, Chiudo gli occhi e il suo fruscio diventa sonoro “whoosh”,  ci gioco, la seta impalpabile sfiora le mani, e diventa magia. Ora SPRUZZO il profumo Twilly di Hermes sul collo si posa lieve, quasi mi solletica. Leggero. Un brivido. Lo annodo. E la seta è pervasa e, ad ogni movimento, ora gli agrumi freschi e succosi; ora il pepe invitante e inteso; ora i legni caldi e conturbanti, che mi lusingano. Per vedere il video

Ecco l’angelo che tutti vorremmo avere: intervista a Rossella Migliaccio, consulente di immagine

È consulente di immagine ma non ti dirà mai la sua se non glielo chiedi espressamente, si professa ambasciatrice e non esprime un parere personale quando lavora, perché la sua consulenza è tutta tecnica, basata su armocromia, misure e materiali professionali. L’angelo custode che tutte le donne (e gli uomini) vorrebbero avere perché con il suo metodo didascalico, ognuno può trovare il proprio stile, puntando sull’unicità e scoprendo quali sono i vestiti (colori, trucco e parrucco) adatti e che valorizzano la propria fisicità, non dovendo per forza seguire la moda.

Ecco come ha fatto: la storia golosa di Federica Egori, tra ricette, paillettes e brio

Dimenticate la serie televisiva con casalinghe molto disperate (Disperate housewife, ndr), perchè oggi intervistiamo una “Principessa casalinga per attitudine, attenta a ogni dettaglio”. Eh sì, perché Federica Egori ha fatto della passione della cucina una ricetta vincente, tanto da essere una beniamina sul canale QVC, ma anche una food blogger e instagramer, a suon di ricette, solarità e paillettes!

Le 14enni si truccano e noi no

Durante questi saldi ho approfittato per comprare qualche felpa e t-shirt a mio figlio adolescente, e mentre eravamo in un negozio, ci raggiunge una sua compagna di classe con una busta Sephora. Lei mi sorride soddisfatta, sapendo del blog e mi mostra l’ultima palette di Huda Beauty (che per intenderci è un vero e proprio guru in make-up e per intenderci ancora di più, io non l’avevo ancora comprata). Sgrano gli occhi e lei mi elenca tutti i modi per sovrapporre e mescolare i colori degli ombretti. Io ammutolita. Devo ammettere una verità che può sembrare un po’ strana: io non amavo truccarmi. Dico strana semplicemente perché dfm parla di trucchi, faccio tutorial sul makeup e sono iscritta ad un’Accademia per future Make Up Artist professioniste. Quando avevo 20 anni non mi piaceva e non mi interessava, e non era perché mi sentivo particolarmente sicura di me, anzi. A 30 ho scoperto la coccola delle creme, adesso praticamente non esco di casa senza doccia-crema-trucco-parrucco. Circa 40’ di preparazione. Tutti i giorni! Poi vado sul treno …

Ecco cosa prova un’attrice sul palco e davanti allo specchio: ce ne parla Sara Borsarelli

La via del teatro non è via semplice. È fatta di impegno e fatica. Ti mette a nudo, ti sfida di continuo. Spariglia le carte della tua identità con ruoli femminili sempre differenti. Nei quali ti specchi e, al tempo stesso, ti nascondi. Abbiamo chiesto a Sara cosa prova un’attrice “allo specchio”, nel privato e in scena.

Mi presento: Gabrielle

Non posso continuare ad usare quelle gonne lunghe e strette che impacciano i movimenti, il mio passo è veloce, spedito, leggero. Non posso portare i capelli lunghi per sentirmi femminile, sono donna anche con un taglio corto, sono donna anche con un pantalone, anche se rubo il tessuto al tuo guardaroba. Non posso stare zitta in un angolo, io ho molto da dire e da far cambiare. Non posso adornarmi come una femmina qualunque, voglio una t-shirt a righe che mi ricorda il mare, una collana di perle che mi ricorda Venezia, una camelia che mi ricorda la Provenza. E soprattutto non posso essere come desideri tu, perché sono troppo impegnata ad essere me stessa. Mi presento: Gabrielle