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Guardaroba base dell’estate

Ed ecco i must have dell’estate, quelli che proprio non posso mancare: il guardaroba base. Una capsule dell’estate è composta da 10 pezzi + t-shirt e canotte + fantasia Sì, sì, avete letto bene amiche, potremmo sopravvivere all’estate con poco più di 10 pezzi, ecco dunque la capsule base: 1 giacca di cotone 2 cardigan leggeri (per i venti serali) 3 abitini 2 camicette di seta 2 paia di pantaloni t-shirt e canotte 10 pezzi x un minimo di 13 look senza contare le t-shirt e le canotte. È una capsule base dalla quale partire che, ovviamente, varia dai gusti e dallo stile: c’è chi metterà più pantaloni e meno vestiti e chi invece al posto dei pantaloni metterà le gonne. E in ultimo gli accessori che arricchiscono e penso a: sandalo ultra flat vs tacco alto, borse in paglia (un grande must) vs borsine serali, il cappello Panama e non solo, una pashmina, bikini e costumi, copricostumi… E soprattutto la fantasia e il desiderio di qualche sfizio x gratificarci, se possiamo.

Come abbinare 1 giacca: ecco 4 look x tutti i gusti

Questa è quello che io chiamo capo furbo. Perché è versatile e trasversale. 1 giacca per 4 look (per tutti i gusti) Con un jeans e una t-shirt diventa casual perché non è strutturata ed è comoda come un cardigan ma veste come una giacca. Con un pantalone con il risvolto, una camicia bianca e una collana di perle si trasforma in classico raffinato e moderno. Con uno skinny e un top è elegante da party girl. Con un boyfriend e un tacco alto è stilosa. Con la cintura sopra e una spilla evidente diventa creativa. In valigia è perfetta perché non si sgualcisce. Si lava in lavatrice. Da aprile a settembre è perfetta. Qual è il vostro capo furbo?

Scopri il tuo stile nell’abbigliamento

Qual è il mio stile nell’abbigliamento? Convenzionalmente ci sono 7 stili che potrebbero rappresentare 7 modelli, 7 personalità. Non sono gabbie, perché alcuni sono confinanti e può capitare di prendere dall’armadio del “vicino”. Lo stile è la nostra rappresentazione esterna, è qualcosa che viene da dentro, che ci appartiene. Sapere quale è il proprio stile ci fa scoprire quale è il punto di forza e il valore che noi diamo al vestirci, ma anche il rischio che possiamo correre in certe situazioni professionali. Conoscere il proprio stile ci consente di comprare in modo mirato e di trovare l’intruso nell’armadio (il capo che abbiamo comprato per impeto o per il colore che ci piace, ma che per il tessuto o il taglio non ce lo sentiamo nostro e non si abbina con il resto). Vuoi scoprire il tuo stile e ricevere gratuitamente i consigli, iscriviti alla newsletter mensile e rispondi a queste domande. https://bit.ly/2B7PrHn lo stile femminile romantico stile femminile seducente stile fashionista grintoso stile classico elegante stile classico tradizionale stile pratico sportivo

La giacca di pelle è il simbolo della primavera

Se una rondine non fa primavera, possiamo dire senza essere smentite che il capo in pelle invece è in assoluto il simbolo della primavera. Si presta a diverse fogge: molto cool quando veste come una giacca; trasversale in versione gilet; rock/punk per l’intramontabile chiodo. Ovviamente tutto anche in versione eco-pelle. E Voi amiche, ne avete uno nell’armadio? Lo amate?

Guardaroba base: bastano solo 11 pezzi! (ma non ditelo ai fidanzati)

Non fate leggere questo post ai vostri mariti/fidanzati! Parliamo di guardaroba e della solita frase “non ho niente da mettermi!”. Ecco, la verità (sconcertante) è che per un guardaroba base bastano (solo) 11 pezzi. Avete letto bene: 11. Ecco quali sono Partiamo da: 1 giacca o cardigan a seconda dello stile (e della nostra comodità) e questo è caso di dirlo IL capospalla (quello su cui dovremmo spendere di più perché ci veste e dura nel tempo). Poi serve: 1 pantalone, 1 gonna (x cambiare o 1 pantalone bis), 1 abito, 1 jeans. A seguire: 2 camicie, 1 maglietta, 1 sotto-giacca (sotto cardigan), 2 top. 11 capi che facciamo girare creando almeno 19 look (nelle varie combinazioni). Poi è indubbio che se abbiamo (anche ereditato) qualche accessorio tipo foulard, sciarpe, collane, orecchini, spille, borse, gli accostamenti aumentano a dismisura. Poi ovviamente ci sono le variabili stagionali, gli sfizi e la fantasia.

La consapevolezza dovrebbe essere il primo abito che indossiamo

Sempre di più mi accorgo che la vera bellezza è la consapevolezza che ci viene dalla capacità di guardarci allo specchio e riconoscerci – a volte dopo i cambiamenti del nostro corpo è un conoscersi nuovamente.   E quando siamo consapevoli – profondamente – possiamo anche diventare o essere maggiormente sicure di noi stesse.   Come? Attraverso un percorso che scopre un nuovo colore per la maglietta che esalta l’incarnato del nostro viso grazie all’armocromia, passa per la forma giusta del vestito che valorizza le nostre forme con l’analisi della figura (body shape), svela lo stile che ci appartiene e che ci rappresenta e arriva al rossetto come stratagemma di sicurezza.   Perché se ci guardiamo con amore e consapevolezza allo specchio, e riconosciamo i nostri pregi, allora un rossetto non è solo un colore, diventa una iniezione, uno stratagemma di sicurezza, quella capacità di camminare al centro del corridoio, calcare il pavimento (sto arrivando!), avere la voce ferma per esprimere la nostra opinione.

Riordinare il cassetto della biancheria intima: 4 consigli

E anche il cassetto della biancheria intima è arrivato al capolino! Non vogliamo svuotarlo, pulirlo, e soprattutto dare una bella riassettata (e buttata) alla biancheria? Comincerei con gli orfani, gli spaiati, non vorremo mica mettere il reggiseno di un colore e lo slip di un altro, vero? È disarmonico, ci spogliamo e siamo interrotte, noooooo. Via i single, gli usurati, gli stretti (per carità l’effetto salsiccia) e soprattutto quelli che non ci valorizzano. Mai frase più giusta fu detta: pochi ma buoni! Una volta fatto il sacchetto dell’addio, e pulito il cassetto, 4 consigli – li riponiamo tenendo i reggiseni distesi (così mantengono la loro forma) e non accovacciati su sé stessi – gli slip piegati in tre dentro il loro reggiseno  – sopra io amo mettere della carta velina o le canotte in raso (per colore) – meglio il lavaggio a mano – qualsiasi centrifuga li usura più velocemente

Riordinare l’armadio con metodo: 3 domande

Ve lo dico, è arrivato il momento! Eh già, è una cosa che abbiamo sempre rimandato per mancanza di tempo, ma oggi, tra smart working, video-call (rigorosamente con la maschera da diva!), pranzetti, panni da stirare… è arrivato il momento. Riordinare l’armadio con metodo e non solo perché si sta affacciando la bella stagione (danno neve tra qualche girono). Ma perché è proprio arrivato il momento di prendere una scatola (bella grande) e un sacchetto (ancor più grande) per dividere i capi.  Ponendoci 3 domande facili facili Resta nell’armadio Lo metto ancora, mi piace tanto, mi ci sento proprio bene? -> LO  GUARDO, LO PROVO, SONO FELICE, LO RIMETTO NELL’ARMADIO Bustone amiche/vendita/Caritas non lo metto da anni, non mi sta bene anzi il colore mi sbatte, non so con cosa abbinarlo? -> LO GUARDO, LO SALUTO E LO METTO NEL BUSTONE (Amiche, riffe, Caritas) Scatola dei ricordi non lo metto da anni, non mi sta bene, è datato, non mi ci vedo più, ma è un ricordo? -> LO GUARDO, LO PIEGO BENE E LO …

Smart working e abbigliamento a casa

Amiche, quando siamo a casa, – chi per lo smart working, chi in ferie (forzate) – la tentazione è quella di vagare con la tutona o peggio proprio in pigiamo con la vestaglia e il molletone di plastica (sapete che gli faccio la guerra fuori dal bagno). E devo dirvi che stando a casa un po’ di pigrizia prevale. E se proprio in questo periodo “buio” invece dessimo il nostro meglio? Cominciando dall’abbigliamento, vestendoci pur rimanendo a casa e non la tutona vecchia (quella con già le forme delle ginocchia), ma un pantalone morbido (un leggins, chi preferisce il jeans), un bel maglione, i capelli puliti, una buona crema (abbiamo più tempo – togliendo il viaggio per raggiungere l’ufficio – la doccia la do per scontato, no), chi anche il trucco, perché no. Chiamiamolo amore verso noi stesse, insegnamento per i nostri figli, energia per andare avanti.

Il jeans e le scarpe: come abbinarlo in inverno

  C’è un capo nel nostro abbigliamento che é decisamente versatile perché, per sua natura, si presta ad essere utilizzato in diverse occasioni e interpretato da diversi punti di vista: ecco il jeans! Almeno uno nell’armadio lo abbiamo tutte, é per tutte le tasche, risponde a tutte le forme del corpo e tutti gli stili.   Come abbinarlo con 3 scarpe in inverno   Con le sneakers: perfetto in città per correre dietro al tram, comodo, per tutto il giorno e perché no, anche durante il week end a passeggiare senza pensieri. A seconda della sneaker può passare dal comodo al molto trendy. Con gli scarponcini: per affrontare giornate piovose o fredde oppure per partire con il piede (pardon, lo scarponcino) giusto anche il lunedì. Sicuramente lo stile è pratico casual. Con i tacchi: il jeans nato per essere il capo da lavoro, diventa subito cool perfetto da mattina a sera (per chi sopporta la tortura).