beautiful moments
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Ecco le parole che si abbracciano di Luigi Sutera

La prima volta che ho conosciuto Luigi Sutera è stato al corso di trucco da Diego Dalla Palma. Entusiasmarsi di Luigi è facilissimo, perché è semplicemente adorabile, dotato di uno spirito acuto, spiritoso, poetico e allo stesso tempo concreto.

Gioca con le parole nello stesso modo in cui accorda i colori, un artista con la sua tavolozza di sfumature e metafore.

Poi un giorno mentre ero su Instagram mi sono imbattuta in un profilo luigisutera12 che fotografava da un’angolazione molto particolare: lo specchio.

Come non esserne incuriosita, per poi scoprire che era l’amico caro che non vedevo da un po’!?!

D’obbligo è scattata l’intervista.

 

  1. caro Luigi, quando conosci qualcuno, come ti presenti? Come make-up artist, poeta, fotografo, giornalista (scrive in un blog, ndr)?

Trovo make-up-artist riduttivo.

Solitamente mi presento come “consulente d’immagine”.

La trovo una definizione più aderente al mio atteggiamento nei confronti del mio lavoro. Mi piace pensare di suggerire un’estensione di ciò che siete, piuttosto che proporre trucchi da esibire.

Non mi definisco né poeta, né fotografo, né giornalista: io scrivo e faccio fotografie, semplicemente.

 

  1. Ma Luigi chi è veramente?

Luigi è un vecchio ragazzo che con il tempo ha imparato a non vergognarsi di ciò che è e di quello che fa.

Ha insieme la presunzione di saper fare qualcosa e l’umiltà e la consapevolezza di non essere in grado di farne molte di più.

Luigi fa “quasi” sempre quel che vuole ed è “quasi” sempre in pace con se stesso!

 

  1. C’è un fil rouge in tutte queste attività?

Si! C’è un denominatore comune in quel che faccio: la libertà!

 

  1. Quando hai cominciato a scrivere poesie e a fotografare?

Da bambino amavo “i numeri”. Mi si “accusava” di non avere rapporti fantasiosi ed armoniosi con le parole. Poi, intorno ai 12 anni (riecco il 12), cominciai ad amare le parole e amo ancora assemblarle, accostarle.

Scrivo di getto, prediligendone più che il significato, il suono: in fondo, come amo definirle, sono soltanto “parole che si abbracciano“.

La passione per le foto invece è recentissima: mi ha travolto due anni fa.

 

  1. Il numero 12, che ritorna sempre, che significato ha per Te?

Il 12 nasce con me, o meglio IO sono nato il 12 di dicembre, “dodicesimo” mese dell’anno.

  1. Perché c’è sempre uno specchio nelle tue foto?

Perché lo specchio regala una visione doppia della realtà.

Perché lo specchio permette di vedere ciò che l’occhio non riesce a percepire.

Perché lo specchio è l’altra parte di noi e del mondo che ci circonda.

Perché lo specchio, con sorpresa, adesso è anche il riflesso del mio stile.

 

  1. Che cos’è per Te lo specchio?

Lo specchio coglie e accoglie ciò che senza non riusciremmo a vedere.

A volte è carezza e a volte schiaffo ma… come farne a meno?

In sua assenza qualcuno in passato si specchiava addirittura nell’acqua: ma quella è un’altra storia… o no?

 

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