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Irresistibile tentazione: il cioccolato!

irresistibile tentazione: il cioccolato!

Abbiamo incontrato la dietista Dottoressa Morena Maccione e colti da un’irresistibile tentazione chiamata cioccolato, ne abbiamo voluto sapere di più.

Il cioccolato è afrodisiaco?

Chi non è mai stato sedotto da un pezzo di cioccolato? Immaginarne il colore, bruno e caldo, sentirlo “scrocchiare” deciso tra i denti, gustarne la scioglievolezza cremosa… tutto questo evoca sensazioni di piacere voluttuoso, e infatti il cioccolato è tra i cibi ritenuti maggiormente afrodisiaci. In un articolo, The Journal of Sexual Medicine sostiene che mangiare almeno un cubetto di cioccolato fondente al giorno aumenti la voglia di fare sesso!

Quali sono i meccanismi?

Il cacao è ricco di teobromina, sostanza che stimola il sistema nervoso centrale e aumenta energia, concentrazione e desiderio sessuale.

Il cioccolato favorisce la produzione di endorfina, che stimola le sensazioni di piacere e attenua quelle di dolore, e di serotonina che ha un’azione tranquillizzante. Altre sostanze importanti sono la feniletilamina che viene prodotta naturalmente dal cervello quando proviamo sentimenti di desiderio, e la caffeina che è stimolante. La combinazione di queste sostanze fornisce più energia e accelera il battito cardiaco, rendendo la persona più eccitata e frivola.

Il cioccolato fa ingrassare?

Nonostante questo alimento sia ricco di sostanze importanti per la nostra salute, è comunque buona regola non eccedere mai. Infatti, seppur ricco di flavonoidi, il cioccolato contiene anche grassi in discreta quantità, zuccheri e calorie. Una tavoletta da 100 grammi fornisce circa 500 calorie! Che aumentano quando facciamo riferimento al cioccolato con le nocciole o a praline ripiene. La regola è sempre la stessa: giuste quantità e qualità! Nei programmi alimentari che preparo, inserisco sempre, 20-30 grammi di cioccolato fondente all’80%,come fosse un integratore naturale: una coccola per il corpo e per lo spirito!

Caratteristiche del cioccolato

Abbiamo detto che il cioccolato rappresenta una delle fonti alimentari più ricche di flavonoidi, preziosi antiossidanti presenti in alimenti di origine vegetale, come il the il vino rosso e gli agrumi.
Maggiore è la percentuale di cacao contenuto nella tavoletta e tanto superiore è la concentrazione di flavonoidi, perciò quando parliamo di effetti salutistici del cioccolato, ci riferiamo esclusivamente al cioccolato fondente con una percentuale di cacao al 70% e oltre. Nel cioccolato bianco i flavonoidi sono addirittura assenti!
Questi antiossidanti naturali sono veri e propri antinfiammatori, limitano i danni associati a livelli elevati di colesterolemia, proteggendo le arterie dai danni dell’alteroscerosi. Sono quindi importanti per prevenire malattie cardiovascolari come l’infarto e l’ictus. Perciò è consigliabile inserire quotidianamente, nella dieta, il consumo di piccole quantità di cioccolato fondente.

Quando limitarlo? 

Il cioccolato viene spesso escluso dalla dieta di chi soffre di mal di testa, in quanto contiene tiramina, feniletilamina e favorisce la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore eccitatorio che, se in eccesso, si accompagna ad emicrania.

Queste stesse sostanze sono, poi responsabili delle reazioni pseudoallergiche (puntini rossi e prurito) che possono presentarsi in individui predisposti dopo una scorpacciata di cioccolato.
Il contenuto in caffeina e teobromina può causare ipereccitazione in soggetti sensibili a queste sostanze.

Inoltre, in chi soffre di disturbi gastrici come ernia iatale, reflusso gastroesofageo e gastrite potrebbe esserci un’accentuazione dei sintomi dopo aver mangiato cioccolato.

Tra storia e mito

Da sempre viene definito “cibo degli dei”, non a caso il nome della pianta di cacao è TEOBROMA CACAO, che etimologicamente ha proprio questo significato, da “theòs” = dio e “broma” = cibo. Pochi alimenti vantano una storia così ricca e affascinante. Le prime tracce risalgono a quasi 4000 anni fa, nel centro America, dove le civiltà Maya e Azteca coltivavano la pianta di teobroma, raccogliendone semi cui venivano attribuiti poteri quasi magici e ne ricavavano una bevanda energetica, il cui consumo era riservato solo ad alcune classi nobili.

Quando, con la conquista del “nuovo mondo” Colombo raggiunse l’isola di Guanaja, vicino all’Honduras, la popolazione locale gli offrì in dono fave di cacao come fossero oggetti preziosissimi. Questo comportamento stupì i “conquistadores”, che però non diedero gran valore a “quelle strane mandorle”.

Nel 1519, anno in cui gli Aztechi credevano che il dio piumato Quetzalcoatl sarebbe tornato, Cortés approdò in Messico e vedendolo vestito di piume e oro, l’imperatore azteco Montezuma lo scambiò per Quetzalcoatl, finalmente ritornato e gli offrì del cacao. Cortes si aspettava di ricevere dell’oro, ma si ritrovò con questo strano frutto a cui veniva apparentemente attribuito lo stesso valore. I conquistadores spagnoli iniziarono ad utilizzare le fave di cacao come monete di scambio, esattamente come gli Aztechi, e impararono a preparare con esse una bevanda nutriente e dal sapore divino: il xocoatl. Ecco: la cioccolata!

 

diet.morena.maccione@gmail.com

 

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