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Nel profumo metto quello che ricevo dal mondo – intervista ai profumieri di Invictus e Olympéa Intense

 

Abbiamo intervistato i creatoriJuliette Karagueuzoglou and Loc Dong – per cogliere l’essenza più profonda di queste due nuove interpretazioni di Invictus e Olympéa di Paco Rabanne.

Quale brief avete ricevuto?

L’indicazione era chiara: dovevano essere sviluppati insieme, in modo frontale, pur mantenendone la loro identità originale, dovevamo fare in modo che si parlassero – il pepe bianco e l’ambra bianca x Olympéa e il pepe nero e l’ambra nera per Invictus, in un’armonia della coppia.

Con la versione Intense, Olympéa è diventata più sexy, più dark, più misteriosa, mentre Invictus è più sensuale.

 

Nel primo spot c’è un gioco tra contemporaneo e antichità, qual è il messaggio?

È una sfida alle convenzioni, che è alla base del brand Paco Rabanne, giocando con argomentazioni molto forti, senza dimenticare di divertirsi, di esplorare anche il lato ironico.

 

Chi usa Invictus e Olympéa?

Uomini e donne sicuri nell’incedere, sfacciati, molto decisi e molto scherzosi.

 

Nasi si nasce o si diventa?

Tutti nasciamo con il senso dell’olfatto, ma poi lo sviluppi nel tempo, con la tecnica e gli studi, diventa una passione. Ma è soprattutto una sensibilità che acquisisci in base alle emozioni che vivi e ascolti, è il tuo modo di ri-esprimere quello che ricevi dal mondo attraverso il profumo.

 

Quanta vita vostra mettete dentro un profumo?

C’è sempre qualcosa di tuo dentro, qualche volta piccolo ma molto potente, a volte è grande ma non così riconoscibile.

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