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Guai ad arrendersi! Con Palestra della Scrittura

 Quando un’idea nata in trattoria diventa scuola formativa che si concentra sul fare.

IL PROGETTO

Sembra una vecchia canzone di due amici al bar, ma a volte le idee nate su una tovaglietta di una trattoria poi si tramutano in progetto e quindi in vita concreta. E questo è quello che è successo nel 2005 a Paolo Carmassi e Alessandro Lucchini, entrambi con una esperienza lavorativa nella comunicazione e nella pubblicità che si trasforma in formazione. Del resto il passo è breve. La formazione ha un impatto sul cambiamento del comportamento e in fondo anche il lavoro di pubblicitario è quello di intervenire sul cambiamento dei comportamenti.

Alessandro è un linguista, Paolo è appassionato alla logica e alla strategia: hanno messo insieme le loro competenze per andare in una direzione che aggiungesse le due parti per generare un valore nuovo. E così nasce Palestra della scrittura: “un laboratorio di ricerca sul linguaggio, un luogo pensato per sperimentare soluzioni nuove, sviluppare percorsi cognitivi e trasferire conoscenza. Perché la scrittura é un terreno freddo dove poter allenare le relazioni. Scrittura, relazione, ricerca e sperimentazione, queste le parole chiave.

Infatti, comunicare in modo “accordato’’, armonico, è
 più facile se si conoscono
 tutte le finezze e i segreti del linguaggio. Per ottenere relazioni sciolte, fluide ed efficaci serve allenamento, costanza, tenacia. E anche passione. La scrittura può essere il fine, l’obiettivo a cui tendere. E può essere anche il mezzo, lo strumento che usiamo per allenare il linguaggio.”

Paolo Carmassi
Paolo Carmassi
Paolo Carmassi è lucido, pragmatico, non è uno di
 quegli uomini che ha bisogno di incantare con i fuochi d’artificio, perché è risolto. Perché desidera generosamente proporre un’alternativa vera al grigiore
 di tutti i giorni. Nei suoi corsi
 di formazione motivazionale
 non vengono pompati i valori, l’identità, la missione, ma viene enfatizzato il fare, le capacità,
 lo studio, il miglioramento e soprattutto il cosa fare, l’essere consapevoli dell’ambiente nel quale ci moviamo. Questo è il mondo del fare ed è evidente che si ottengono risultati e anche un piccolo risultato trasforma la propria condizione. Ha fatto il responsabile dei sistemi informativi in una grande azienda che lavorava con realtà internazionali e questo gli ha permesso di studiare e comprendere le principali dinamiche di un’organizzazione complessa. È docente di problem solving al Centro di terapia strategica di Arezzo.

Lo incontro in aula (il suo luogo naturale) e mi accorgo immediatamente che ho difronte un uomo magnifico, quieto nel parlare, solido nelle idee con una visione sistemica.

Chi desidera cambiare?

Chi vede in un momento così confuso ancora delle opportunità, ma anche chi ha paura, chi è arrabbiato
. Paura e rabbia di per se sono neutre, sono sensazioni di base (ndr, insieme 
al dolore e al piacere). La paura
 è terribile se blocca, è una straordinaria alleata quando fa accendere delle antenne per fare evitare un errore. La rabbia
 è negativa se si scatena contro qualcuno, ma invece è energia
 e calore che fa risorgere da un momento di difficoltà ed è una straordinaria amica. La rabbia e la paura sono difficili da governare. Ma guai ad arrendersi!

A questo proposito avete creato un corso chiamato Budo & Business.


Sono uno studioso dell’arte della guerra e pratico Karate e Alessandro è maestro di Karate. Il corso, a cui chiunque può partecipare, diventa strumento psico-fisico per leggere, gestire e orientare i rapporti di forza nelle relazioni interpersonali, secondo la metafora della cultura marziale, sperimentando le teorie dell’interazione, con dinamiche agite in modo fisico, riconoscendo le
 principali resistenze umane e
 gli stratagemmi per superarle, ampliando la conoscenza delle strategie e le tattiche del conflitto, ben oltre la dinamica elementare attacco/difesa.

Infatti, la mattinata prevede quattro attività pratiche del Karate: Taiso – il riscaldamento, kihon – i fondamentali, kumite – il combattimento e
 lo studio del combattimento,
 kata – combattimento con un avversario immaginario. Nel pomeriggio tali pratiche sono calate nella vita, per esempio ci si allena a prefigurare una scena per poterla vivere ancora prima di entrarci. Si studiano le situazioni di conflitto, nelle quali possiamo fare quattro cose: parare e contro attaccare; attaccare sull’attacco dell’avversario; attaccare sul primo movimento dell’avversario; oppure conoscere così bene l’avversario che si gioca d’anticipo e lo si colpisce prima che faccia qualsiasi cosa.
 Ma possiamo sperimentare un’altra ottima arma: evitare il combattimento, perché se lucidamente valutiamo inutile combattere (avversario debole o inefficace) avremo adottato la più sagra delle regole: “vincere senza combattere”.

quando lo sperimenti col corpo in aula – il corpo ha
 un ruolo fondamentale nella relazione – l’esperienza la porti via con te. I partecipanti possono sperimentare direttamente valori come: integrità psico-fisica, difesa personale, rilassamento, autodisciplina e allenamento mentale. Valori centrali nella pratica marziale, ma fondamentali anche nella vita personale e professionale.

Foto-copertina-Budo-206x300Quindi arrendersi mai, ma investire sui comportamenti, sulle capacità e capitalizzare il valore delle emozioni.

Palestra della scrittura lavora in tutte quelle situazioni nelle quali la parola (che rispecchia il pensiero, a volte anche a nostra insaputa) può fare la differenza: la negoziazione, la corsia d’ospedale, i cambiamenti aziendali, la vendita on line, la gestione del reclamo nei call center, la comunicazione attraverso i social media.

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