beautiful moments
Leave a comment

E se il regalo di Natale fosse adottare a distanza un bambino? Ecco l’Associazione Amici per il Centrafrica Carla Maria Pagani

A Natale siamo tutti più buoni. Ed è facile in questo periodo cadere in buonismo o in demagogia. Ma oggi vi voglio portare nel paese più povero del mondo, per raccontarvi di Amici per il Centrafrica Onlus, un’associazione apolitica e laica istituita nel 2001 che lavora per un aiuto concreto (ma veramente concreto) ed opera attivamente e direttamente sul territorio in Repubblica Centrafricana, con i bilanci certificati ed un solo stipendio pagato (di 20 mila euro) poiché gli altri membri sono tutti volontari.

Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, un paese devastato da un’instabilità politica e ricorrenti scontri sanguinosi, con un tasso di mortalità più elevato del continente, dove malattie guaribili, con normali parametri medici, divengono mortali e a farne le spese sono proprio i più piccoli.

Al motto: “Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”, abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione Amici per il Centrafrica Onlus, Pierpaolo Grisetti.

L’Associazione Amici per il Centrafrica crede e promuove una partecipazione responsabile e solidale verso i bisogni, il disagio e le speranze, attraverso progetti di cura, formazione e sostegno al lavoro per l’auto-sufficienza e lo sviluppo di un’indipendenza del popolo africano, definito l’ultimo fra gli ultimi. E di progetti dal 2001 ne sono stati realizzati parecchi, grazie alla passione, all’amore, alla determinazione di tanti volontari ed alle donazioni di privati, aziende e al contributo di istituzioni. L’anno scorso un aiuto è stato dato anche da Papa Francesco e quest’anno dalla CEI Conferenza Episcopale Italiana e da Unicef.

La nostra associazione, proprio in collaborazione con Unicef, si è impegnata nel “Progetto a sostegno delle Mamme in carcere con i bambini”. Mamme arrestate e condannate ingiustamente per stregoneria, costrette a vivere con i propri figli in celle minuscole ed in pessime condizioni igienico-sanitarie, potendo avere un solo pasto al giorno. L’intervento concreto e l’apporto dato nel promuovere questo progetto ha permesso di attivare nelle stesse aree di detenzione un piano sanitario, nutrizionale ed educativo rivolto ai bimbi costretti a vivere in una realtà priva di umanità.

Monitorando il percorso e i risultati ottenuti, la stessa comunità europea ed Unicef hanno deciso per il 2019/2020 di affidare alla nostra Associazione la gestione di altre 7 carceri, una ventina di guardiole e altri piccoli luoghi di detenzione.

 

Come reagisce la popolazione?

La popolazione centrafricana risponde bene ed è contenta che l’aiuto giunga dagli italiani, un forte sentimento di collaborazione reciproca rappresentata simbolicamente dalle stesse magliette della nostra Onlus che hanno il simbolo sia della bandiera africana che di quella italiana. Il nostro scopo è quello di far crescere, perché l’aiuto non sia una carità fine a sé stessa ma, un momento di reale crescita culturale e sociale. Come diceva Mandela: “Lo studio e la cultura rendono liberi”. Proprio per questo uno dei punti cardine della nostra associazione è rappresentato da promozione e sviluppo di progetti educativi. Fondamentale è la formazione e l’istruzione sia del corpo insegnanti che dei bambini al fine di promuovere una libertà di pensiero che liberi dalla sottomissione imposta dai potenti.

  

Siete stati mai in pericolo?

Nel 2018 la scuola Nicolas Barré nel nostro Centro “La Joie de vivre” era diventata un obiettivo sensibile per un attentato. La situazione estremamente critica è stata superata grazie all’intervento congiunto del Cardinale cattolico Mons. Dieudonné Nzapalainga e dall’Iman Kobine Layama, che hanno definito la nostra scuola un centro di cultura dal ruolo fondamentale. L’intervento unanime del Cardinale e dell’Iman non ha solo placato lo stato di emergenza bensì ha rappresentato un forte segnale di coesione tra due culture, quella cattolica e quella musulmana, in una terra dove le guerre sono erroneamente state attribuite a conflitti religiosi. Ciò è un esempio di fortissima coesione sociale, culturale e di rispetto tra le religioni.

Ad oggi questa stessa scuola, ove fra l’altro si educa alla pace ed alla coesione sociale, è frequentata da ben 1400 bambini (di diverso ceto sociale e cultura religiosa) che possono sperare in un futuro migliore.

 

Cosa possiamo fare noi?

È possibile sostenere i nostri molteplici progetti tramite donazioni, oppure offrendo un aiuto concreto come volontario. Inoltre è possibile dare un sostegno concreto aderendo al nostro Progetto Adozione a distanza: con soli 20 euro al mese garantiamo ad un bambino la formazione scolastica, l’assistenza sanitaria e 1 pasto, ma soprattutto doniamo la speranza di avere e di credere in un futuro migliore. 

 

Ci sono tante associazioni e spesso si ha paura a donare perché non si sa bene dove vanno a finire i contributi.

I nostri bilanci sono certificati e l’unica spesa attiva è data dall’unica persona assunta, nel ruolo di segretaria (20 mila euro l’anno), gli altri membri sono tutti volontari e rappresentano la vera linfa vitale della nostra Associazione.

Ci tengo a sottolineare che colui che decide di andare in missione a Bangui, nel ruolo di volontario, sostiene personalmente le spese di viaggio e che il 90% delle donazioni ricevute vengono devolute a sostegno dei nostri Progetti.

Progetti realizzati dal 2001 ad oggi

15 SCUOLE nelle diverse Prefetture della RCA

DEKOA: Centro per diversamente abili

 

TRE CENTRI DI FORMAZIONE DELLA DONNA

BOZOUM:

  • Cofinanziamento con Fondazione Cariplo per la Fiera Agricola
  • Centro dentario

CENTRO LA JOIE DE VIVRE – BANGUI

  • Ecole Nicolas Barré (elementari, medie, college)
  • Jean Paul II (Scuola di formazione psicopedagogica insegnanti)
  • Centro sanitario Mama Carla (pediatria)
  • Centro ottico Anna (costruito con contributo Lion’s Saronno & di una famiglia comasca)
  • Centro dentario
  • Farmacia / Laboratorio analisi
  • Dream (con comunità Sant’Egidio) cura delle donne gravide affette da HIV

 

CARCERI – assistenza bimbi in carcere in collaborazione con UNICEF

  • 2018: inizio progetto assistenza bambini in carcere c/o carcere di Bimbo
  • 2019: il progetto è stato esteso a 7 carceri nella RCA ed una decina di guardiole presso i posti di polizia

 

NGOUMA – VILLAGGIO NELLA FORESTA DEI PIGMEI

  • Scuola materna della Gioia (finanziata dalla famiglia di Gioia Carazzali Trombi, in sua memoria)
  • Scuola elementare Daniel Comboni
  • Centro di Sanità Mamma Silvana (completamente ristrutturato con il contributo della Fondazione Bambin Gesù di Roma)
  • Progetto agricolo e sicurezza alimentare

 

YALOKE’

  • Scuola elementari e medie – realizzata con il contributo di Anna Maria Suigo
  • Direttore: insegnante proveniente dalla scuola Jean Paul II
  • Progetto di coesione sociale cattolici e musulmani (etnia “Peuls”)

 

ASSE BANGUI-M’BAIKI (Prefettura della Lobaye)

  • Creazione e potenziamento di una rete di strutture sanitarie a Bangui e nella prefettura della Lobaye per la razionalizzazione e ottimizzazione della presa in carico dei pazienti pediatrici e della patologia materno-infantile.
  • Cliniche mobili per migliorare le condizioni di salute di 30.000 bambini attraverso l’offerta di cure gratuite per le più comuni malattie pediatriche, per donne incinte con HIV/AIDS e tubercolosi e bambini con HIV/AIDS

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *