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Curiosità e aneddoti sullo specchio

Curiosità, aneddoti sullo specchio

Una sera tornai a casa dopo una giornata sempre in giro per appuntamenti, andai a lavarmi le mani e alzando lo sguardo verso lo specchio, mi accorsi che dallo chignon fatto di fretta usciva un ciuffo in alto tipo coda di uccello.

Sorrisi e mi ripromisi di guardarmi un po’ più spesso allo specchio per evitare queste scoperte (troppo tardi).

Molto tempo dopo nacque don’t forget the mirror.

Ma lo specchio dove ci miriamo da cosa è composto? Perché porta sfortuna romperlo, questo e qualche altra curiosità sull’oggetto amato/odiato…

 

ANEDDOTI, 7 ANNI DI DISGRAZIA

Perché, romperlo, porta 7 anni di disgrazia? Secondo un’antica credenza risalente ai popoli orientali, rompere uno specchio era un sinonimo di salute spezzata. Questo perché si credeva che tutto ciò che rifletteva la propria immagine, ne catturava l’anima, ragione per cui se si rompeva, indicava distruggere l’anima. Per i Romani invece più concreti, romperne uno significava perdita economica, siccome venivano stratificati con materie preziose.

 

CERTI QUADRI…

Nel 1921 venne esposto come opera d’arte uno specchio incorniciato dal pittore surrealista Philippe Soupalt, intitolato “Ritratto di un imbecille”.

 

ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI

Essendo una superfice verticale e liscia è impossibile scalarla, quindi metaforicamente l’espressione significa che si sta cercando in tutti i modi di uscire da una situazione imbarazzante o spiacevole e chi ci sta intorno ha notato il tentativo.

 

DOVE NASCE?

Secondo gli studi storico-archeologici in Egitto nacquero i primi specchi che rappresentavano il sole ed erano sacri, mentre la mitologia greca ne attribuisci il primato al dio fabbro Efesto.

Nel 500 Leonardo Fioravanti ideò una tecnica per fabbricare gli specchi utilizzando mercurio o stagno.

A Venezia venivano creava specchi di straordinaria qualità, ed estremamente costosi, questo perchè una lastra di cristallo veniva unita a fogli di stagno con il mercurio come fissante.

Nel 1835 il chimico Justus von Liebig creò lo specchio moderno, ricoprendo d’argento metallico una superficie di vetro.

Oggi lo strato d’argento o alluminio è fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico è deposto sul lato opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. In questo modo è più protetto ma riflette meno luce.

 

CURIOSITÀ, NEI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO

Nei negozi gli specchi sono fondamentali, sempre di più architetti e i light designer, studiano l’inclinazione e le luci agli specchi per far apparire la figura più allungata e più magra.

Una start up californiana, MemoMi lab, ha messo in commercio Memory Mirror, uno specchio di 55-70 pollici con un display capace di offrire una simulazione realistica della prova d’abito a 360° nei diversi colori disponibili dal vestito, grazie al cartellino eletronico dell’abito che è in memoria e a una fotocamera che registra la persona che si sta specchiando. È possibile inoltre inviarsi le foto.

 

 

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