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Come la moda dà forma all’essere umano: intervista a MARIOS

La sfilata in Via Savona 37 a Milano in uno spazio non convenzionale e dal passato tormentato.

Un’ampia t-shirt a righe bianche e rosse con un cinturino in vita trasparente. Che può essere indossata anche come un miniabito. È stato il mio primo acquisto di un capo MARIOS, molti anni fa. Un capo che tutt’ora indosso, con cui mi sento a mio agio, versatile, comodo. Quando ho conosciuto di persona i due fondatori del marchio, ho desiderato conoscere da vicino come nasce una loro creazione e sapere che cosa li ispira. Ecco cosa mi hanno raccontato.

 

il manifesto

Crediamo nella creazione, nella resilienza, nell’indipendenza, nell’arte, nell’unicità, nella cultura, nella qualità e nella manifattura.

È questo il manifesto programmatico di MARIOS, uno dei marchi di moda indipendenti presente sulla scena internazionale. Nato nel 2001 e con sede a Milano, oggi è distribuito in Europa, Asia e America. La direzione creativa è guidata dal designer cipriota Mayo Loizou, i ruoli di amministratore delegato e product manager sono affidati al regista e coreografo Leszek Chmielewski.

la storia

La storia di MARIOS si origina dal sodalizio artistico tra Mayo e Leszek. “Ci siamo conosciuti nel 1993 tra le pietre del Tabasco nell’antica cripta di Santa Cecilia, nel cuore di Firenze. Condividevamo, allora come adesso, gli stessi interessi per la moda e l’arte, dalla fotografia al teatro e alla danza. Volevamo entrambi realizzare qualcosa che fosse insieme speciale e fruibile”.

Il guardaroba disegnato da MARIOS è multi-stagionale e multi-colore.

il guardaroba

Il loro progetto si è concretizzato nel brand MARIOS. Che coniuga unicità e comfort. I suoi capi sono comodi, possono cambiare forma e funzioni, si prestano a un uso quotidiano. I tessuti utilizzati vanno dai materiali tecnologici al denim, dal popeline al jersey e al mohair, al quale dedicano la lavorazione a mano. Il guardaroba disegnato da MARIOS è multi-stagionale e multi-colore. Ogni colore genera un’emozione in chi lo indossa, per questo il marchio sceglie di utilizzarli “tutti”, dai fluo ai pastello, passando per gli intramontabili bianco e nero.

la commistione con l’arte

Nel lavoro di ideazione delle collezioni, un ruolo importante hanno le parole. Ogni collezione si origina da un “mood words”, un flusso di parole in libertà che richiama le tecniche narrative di James Joyce e di Virginia Woolf. E ha una sua declinazione linguistica. Per citare le più recenti, la collezione autunno-inverno 18-19 è dedicata agli “independent superhroes”, quella della prossima primavera-estate 2019 ai “warriors of the world w.o.w.”.

Ogni collezione si origina da un “mood words”, un flusso di parole in libertà.

Le creazioni si ispirano all’arte nelle sue molteplici espressioni. Compresi i segni estetici che provengono dalla strada e dalle controculture. “Guardiamo ad artisti come Ron Mueck, Rainer Werner Fassbinder, Mark Borthwick, alle avanguardie russe. Ogni collezione comprende una capsule generata con un artista contemporaneo. La moda come le altre espressioni artistiche dà forma all’essere umano”.

la filosofia

Il claim “a brand for contemporaries and modernettes” declina in breve la filosofia di MARIOS. La sua appartenenza a un’estetica del presente, senza smarrire la consapevolezza del vissuto e, per questo, senza risultare “futuristici”. “Siamo in continua evoluzione, di passaggio da un’epoca a un’altra della storia personale e collettiva. Ogni nostra collezione cerca di interpretare al meglio il legame con la contemporaneità”. Mayo e Leszek esprimono appieno quella che Zygmunt Bauman ha definito come la modernità liquida. I due artisti rifuggono dall’adesione a tendenze e generi. E dal vestito come “divisa” o come “travestimento”. Le loro creazioni sono senza tempo, senza sesso, senza età. “Vestirsi deve essere un piacere, un’esigenza personale di benessere, un gesto genuino di bellezza”.

l’anniversario

Per festeggiare i primi quindici anni trascorsi dalla prima collezione, l’anno scorso MARIOS ha scelto di sfilare in Via Savona, 37 a Milano in uno spazio non convenzionale e dal passato tormentato. Per ricordare che la moda è anche “creazione resiliente”, in grado di attraversare il tempo e di lasciare un’impronta.

www.marios.eu

Credit: Intervista di Gea

 

 

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