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Crescita personale femminile: un atto casuale di gentilezza

Non mi sono sbagliata. Ho scritto intenzionalmente causale (e non casuale) , causale che causa, pensato apposta, deciso a tavolino, mirato al cuore. Non casuale, buttato lì, capitato per caso. Ma proprio ragionato per fare qualcosa di delizioso per un’altra persona. Non parlo di grandi azioni ma piccoli gesti: un cenno con la mano a chi incontriamo (anche se non conosciamo), una chiacchiera con la cassiera, un bel sorriso anche sotto la mascherina perché gli occhi non mentono mai. Perché questo distanziamento sociale e questa mascherina rischiano di farci perdere di vista le buone maniere, che non sono altro che “una gentilezza d’animo”.

La felicità: si può imparare?

La risposta è sì, la felicità si può imparare. è come fare un restyling al nostro cuore, insegnandogli la felicità, anzi ad essere felice. Perché anche ad essere felici, bisogna essere predisposti, in questo ci vuole allenamento! Vi segnalo un bel libro “E non dimenticare d’essere felice” dello psichiatra Christophe André “non lasciamoci sfuggire le occasioni felici che si presentano e se possibile, a ricercarne sempre di nuove. Vivere nel presente, stabilire un legame con la natura, non fare del male, amare il prossimo e il genere umano, sono concetti noti a tutti, il problema non è conoscerli, ma applicarli. Addormentarsi ogni sera pensando per qualche minuto a 3 momenti piacevoli della giornata appena trascorsa è un esercizio semplice ma provate e farlo per 15 giorni di seguito”.   Piccoli esercizi, divertenti aneddoti e riflessioni profonde. Perché la felicità dipende anche da noi. “Basta poco perché accadano molte cose interessanti. Basta poco perché accadano cose. Basta che accadano cose.”

Coronavirus: come organizzare la giornata

Il tempo durante questa quarantena da Coronavirus, sembra come sospeso, eppure va velocissimo (la prossima settimana è maggio!). Sembra dilatato, “quanto tempo è passato?” eppure non ho mai vissuto così pienamente e consapevolmente. Come organizzare la giornata? Riempio le giornate con orari prefissati, come una qualsiasi giornata di lavoro, differenziandola dal week end. Ho mantenuto (non sempre eh) la mezzoretta di tapis roulant la mattina appena alzata.  Il pranzo e la cena sono rimaste allo stesso orario così come le lezioni di inglese, ma in zoom e devo dire che non sono mai stata tanto concentrata e prolifera. Ho scoperto il piacere di bere lentamente il caffè seduta al sole sul terrazzino, guardando il glicine che cresce ogni giorno e la danza delle api e dei calabroni neri intorno. Ho seguito dei webinar interessantissimi. Ho giocato a Risiko con i ragazzi (e ho perso sempre). Ho visto dei film bellissimi (dove ho pianto tanto) e alcuni veramente inutili. Il week end cambia. E voi amiche, avete mantenuto le abitudine o avete scoperto nuovi piaceri?

Il tempo prezioso secondo Seneca

Mi interrogavo sul concetto di tempo secondo Seneca. Mai tematica fu tanto preziosa come in questo periodo: il tempo, dilatato, lento, diverso a tratti doloroso. Per Seneca, la maggior parte degli uomini non è consapevole di quanto sia prezioso il tempo. Seneca è infatti convinto del fatto che la vita non sia affatto breve come molti affermano ma che anzi sia lunga se il tempo viene gestito bene, e il tempo è più che sufficiente per compiere anche i più alti e nobili propositi. Il presente come dono, più che mai. “Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta …

Atti stra-ordinari: stirare

Non c’è nulla di straordinario nell’atto di stirare, vero? Anzi, vogliamo parlare delle magliette di cotone che tirano da una parte all’altra? Le odio! Gli atti straordinari sono altri: richiedono coraggio, a volte follia, una sorte di eroismo! E mentre stavo stirando, pensavo di mettere giù una bella lista di cose straordinarie (quanto mi piacciono le liste – lo sapete) da fare e da proporvi, tipo appena usciremo da questo incubo: mi lancio con il paracadute (anche no!) taglio i capelli tolgo le borse (e non intendo quelle da portare a spalla) e chi più ne ha, più ne metta… pensavo a questo e stiravo la maglietta di cotone, chiedendomi: “cosa la stiro a fare che tanto mio marito la mette sotto la camicia, chi vuoi che veda l’increspatura?” Ed ecco l’illuminazione. La stiro per avere cura di lui e stiro le felpe e i jeans per avere cura dei miei ragazzi. Perché stirare può diventare un gesto d’amore stra-ordinario. Sta a noi dare un senso a quello che facciamo e renderlo straordinario. 

Il gioco della fiducia: sapete lasciarvi andare?

Il gioco della fiducia Avete presente quel gioco che ci facevano fare in oratorio sulla fiducia? Ti dovevi buttare di spalle e dietro di te c’era una persona che ti prendeva. Ecco, io devo dire che ho fatto sempre una gran fatica, ed è strano perché io mi fido sempre tanto delle persone, forse troppo. Ma quel gioco proprio non mi sconfinferava e si vede!

Come affrontare la paura: 1 consiglio facile

La paura Per la Treccani è uno “Stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario o dinanzi a cosa o a fatto che sia o si creda dannoso; più o meno intenso secondo le persone e le circostanze, assume il carattere di un turbamento forte e improvviso quando il pericolo si presenti inaspettato, colga di sorpresa o comunque appaia imminente”. È un’emozione sana e costante nella nostra vita che ci tutela e preserva. La paura di certi animali, di un brutto incontro, di una malattia. La paura ci preserva quando ci guida in certe scelte ma può anche paralizzarci: se incontriamo un animale pericoloso, scappiamo o restiamo lì inerti? C’è chi sdrammatizza e chi si angoscia. Non c’è un comportamento giusto e uno sbagliato. Ma come affrontare la paura? Tempo fa c’era una persona che mi faceva paura, non potevo sentire neanche la sua voce che mi dava i brividi. Durante una chiacchierata, una mia amica (saggissima) mi disse: perché non la …

Il ciber bullismo tra adulti

Quando siamo diventate mamme, zie, nonne, madrine (etc.), abbiamo valutato il mondo in cui avremmo  lasciato i nostri figli, e non parlo solo dei problemi climatici. Parlo dei pericoli e delle brutte esperienze che avremmo voluto fargli evitare: Un professore che lo prende in antipatia Un amore che lo delude Un incontro sbagliato Ma mai avremmo pensato che la cattiveria potesse venire dall’etere. Una cattiveria che di virtuale ha ben poco. Mi sono chiesta da dove provenisse? Sia chiaro i bambini sono “crudeli” perché non hanno filtri (ricordate, il re é nudo), ma dove hanno imparato a giudicare persone che non conoscono? Forse perché leggono i commenti beceri degli adulti? Che poi, che ce ne viene a dire a una persona che non conosciamo: hai i piedi brutti o guarda che borse, sei antipatica… ma non si fa prima a non seguirla? Il comportamento di un adulto può influenzare un giovane? Che ne pensate?

Sul web gira questa storiella: L’albero dei guai Un tizio assunse un carpentiere per restaurare una vecchia casa colonica. Un giorno fu particolarmente pesante: al carpentiere non gliene andò una dritta, anche il suo vecchio furgoncino non ne volle sapere di accendersi. Così il padrone lo riaccompagnò. Il carpentiere sedeva in un silenzio di pietra con il viso cupo. Quando arrivarono, il carpentiere invitò in casa il padrone per presentare la sua famiglia. Mentre camminava verso la porta, si fermò brevemente vicino ad un piccolo albero e toccò le punte dei rami con entrambe le mani. Quando aprì la porta la sua faccia abbronzata sorrise felice: sembrava un uomo completamente diverso. Strinse in un tenero abbraccio i suoi due piccoli bambini e diede un bacio a sua moglie. La serata trascorse tranquilla tra chiacchiere e risate. Più tardi il padrone chiese “Cosa ha di speciale quell’albero? Un minuto prima di entrare in casa sembravi immerso nelle tue preoccupazioni e subito dopo eri un altro uomo“. “Oh, quello è il mio albero dei guai” replicò. “Io so …

Come gestire gli errori

Ho fatto un errore (in verità ne ho fatti parecchi) Ma che cos’è un errore? Scelte sbagliate. Io mi sbaglio con le persone, La mia amica Franci me lo dice sempre – troppo entusiasmo, troppa fiducia! Mi affeziono e taac – commetto un errore. Ma il punto viene dopo: come reagiamo a questo errore, come lo gestiamo? Prima via Lo lasciamo lí alle nostre spalle, come una presenza (un po’ inquietante) a rimuginare, come a voler cercare di annullare, qualcosa che ormai fa parte del passato. Seconda via Oppure riconosciamo l’errore subito, lo correggiamo e impariamo da quanto accaduto? Perchè decidere come gestire gli errori una volta commessi fa la differenza, infatti, la nostra risposta a qualsiasi errore influisce sulla qualità del momento che seguirà.  E dipende da noi.