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Crescita personale femminile: fare un passo indietro

Un passo indietro, in silenzio. Vi capita mai di fare (o dover fare) un passo indietro, mordervi la lingua e tacere? Nel lavoro perché i tempi non consentono, in un nuovo progetto perché non è il tempo giusto, nel dare un consiglio all’amica (che magari non lo ha richiesto, ma noi dall’esterno vediamo così chiaramente…), in una discussione con tuo marito/fidanzato, con il primo filarino di tuo figlio, tu vorresti chiedere, sapere se sta bene, se è felice, se, se, se, ma fai un passo indietro, ti silenzi e aspetti che arrivi il momento in cui lui deciderà di condividere. Perché fare un passo indietro non corrisponde necessariamente restare indietro, a volte rappresenta guardare da un’altra prospettiva, a volte vuol dire disinnescare e stare un passo avanti, a volte significa cedere il passo e dare spazio…

Crescita personale femminile: la pazienza

Come siete messe a pazienza, amiche mie? “Aspetta, aspetta non avere troppa fretta, con un buffo ritornello aspettare sarà bello: con la pazienza maturano le mele, finisce il temporale, si gonfiano le vele. Con la pazienza il passerotto vola, il ragno fa la tela, si impara una parola, con la pazienza…” recitava una canzoncina per bambini. Per la maggior parte delle questioni e faccende, ci vuole una gran pazienza, come se il senso del tempo si dilatasse. Quel semino messo nel terreno delle buone intenzioni che diventa azione. Quell’incontro che si compie. Quel sentimento che matura. Quel progetto che diventa realtà. Con il tempo, la cura e la pazienza… In quieta attesa del tempo della raccolta.

Crescita personale femminile: la resilienza, 6 esercizi

Bisogna essere resilienti. E tu, sei resiliente? La parola resilienza in qualunque contesto la leggi è proprio interessante per la treccani  Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc. Che sia prova di resistenza, che sia un riprendere l’aspetto originale, che sia una capacità di reagire alle difficoltà, la resilienza dovrebbe essere coltivata come prima qualità e pregio da avere. La resilienza richiede “allenamento” e va praticata tutti i giorni, per essere pronti all’imprevisto, sapendolo affrontare. Come? mostrandosi flessibili e mai rigidi, imparando ad adattarsi alle situazioni; mettendoci nei panni degli altri; conoscendo compiutamente i nostri punti di forza e punti di miglioramento, in modo da sviluppare l’autostima; ponendoci degli obiettivi concreti da raggiungere; circondandoci di un ambiente favorevole; vivendo le emozioni completamente …

Crescita personale femminile: l’amore aggiusta tutto

TU METTICI Il CUORE AL RESTO PENSA LA VITA Sembra una frase un po’ smielata, vero? Eppure, oggi più che mai, ho imparato che quando l’amore è vero, incondizionato, potente, aggiusta tutto. L’amore rompe le dighe del cuore. Disarma anche il burbero (e se poi non accetta, pazienza, noi avremo provato). È un sempreverde (anche davanti alla delusione, possiamo trovare ancora la capacità di amare). Ci riconduce dolcemente a noi stessi. Ci rende diversi, spesso migliori (perché tira fuori il nostro meglio), a volte permeati di qualcosa superiore. Fa rinascere a nuova vita. Accoglie le differenze. Ci stropiccia, leva il rossetto, spettina, emoziona. Ci sorprende, ci nobilita, da coraggio. Insegna a un timido ad alzare lo sguardo per un brindisi sincero.  

Crescita personale femminile: un atto causale di gentilezza

Non mi sono sbagliata. Ho scritto intenzionalmente causale (e non casuale) , causale che causa, pensato apposta, deciso a tavolino, mirato al cuore. Non casuale, buttato lì, capitato per caso. Ma proprio ragionato per fare qualcosa di delizioso per un’altra persona. Non parlo di grandi azioni ma piccoli gesti: un cenno con la mano a chi incontriamo (anche se non conosciamo), una chiacchiera con la cassiera, un bel sorriso anche sotto la mascherina perché gli occhi non mentono mai. Perché questo distanziamento sociale e questa mascherina rischiano di farci perdere di vista le buone maniere, che non sono altro che “una gentilezza d’animo”.

La felicità: si può imparare?

La risposta è sì, la felicità si può imparare. è come fare un restyling al nostro cuore, insegnandogli la felicità, anzi ad essere felice. Perché anche ad essere felici, bisogna essere predisposti, in questo ci vuole allenamento! Vi segnalo un bel libro “E non dimenticare d’essere felice” dello psichiatra Christophe André “non lasciamoci sfuggire le occasioni felici che si presentano e se possibile, a ricercarne sempre di nuove. Vivere nel presente, stabilire un legame con la natura, non fare del male, amare il prossimo e il genere umano, sono concetti noti a tutti, il problema non è conoscerli, ma applicarli. Addormentarsi ogni sera pensando per qualche minuto a 3 momenti piacevoli della giornata appena trascorsa è un esercizio semplice ma provate e farlo per 15 giorni di seguito”.   Piccoli esercizi, divertenti aneddoti e riflessioni profonde. Perché la felicità dipende anche da noi. “Basta poco perché accadano molte cose interessanti. Basta poco perché accadano cose. Basta che accadano cose.”

Coronavirus: come organizzare la giornata

Il tempo durante questa quarantena da Coronavirus, sembra come sospeso, eppure va velocissimo (la prossima settimana è maggio!). Sembra dilatato, “quanto tempo è passato?” eppure non ho mai vissuto così pienamente e consapevolmente. Come organizzare la giornata? Riempio le giornate con orari prefissati, come una qualsiasi giornata di lavoro, differenziandola dal week end. Ho mantenuto (non sempre eh) la mezzoretta di tapis roulant la mattina appena alzata.  Il pranzo e la cena sono rimaste allo stesso orario così come le lezioni di inglese, ma in zoom e devo dire che non sono mai stata tanto concentrata e prolifera. Ho scoperto il piacere di bere lentamente il caffè seduta al sole sul terrazzino, guardando il glicine che cresce ogni giorno e la danza delle api e dei calabroni neri intorno. Ho seguito dei webinar interessantissimi. Ho giocato a Risiko con i ragazzi (e ho perso sempre). Ho visto dei film bellissimi (dove ho pianto tanto) e alcuni veramente inutili. Il week end cambia. E voi amiche, avete mantenuto le abitudine o avete scoperto nuovi piaceri?

Il tempo prezioso secondo Seneca

Mi interrogavo sul concetto di tempo secondo Seneca. Mai tematica fu tanto preziosa come in questo periodo: il tempo, dilatato, lento, diverso a tratti doloroso. Per Seneca, la maggior parte degli uomini non è consapevole di quanto sia prezioso il tempo. Seneca è infatti convinto del fatto che la vita non sia affatto breve come molti affermano ma che anzi sia lunga se il tempo viene gestito bene, e il tempo è più che sufficiente per compiere anche i più alti e nobili propositi. Il presente come dono, più che mai. “Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta …

Atti stra-ordinari: stirare

Non c’è nulla di straordinario nell’atto di stirare, vero? Anzi, vogliamo parlare delle magliette di cotone che tirano da una parte all’altra? Le odio! Gli atti straordinari sono altri: richiedono coraggio, a volte follia, una sorte di eroismo! E mentre stavo stirando, pensavo di mettere giù una bella lista di cose straordinarie (quanto mi piacciono le liste – lo sapete) da fare e da proporvi, tipo appena usciremo da questo incubo: mi lancio con il paracadute (anche no!) taglio i capelli tolgo le borse (e non intendo quelle da portare a spalla) e chi più ne ha, più ne metta… pensavo a questo e stiravo la maglietta di cotone, chiedendomi: “cosa la stiro a fare che tanto mio marito la mette sotto la camicia, chi vuoi che veda l’increspatura?” Ed ecco l’illuminazione. La stiro per avere cura di lui e stiro le felpe e i jeans per avere cura dei miei ragazzi. Perché stirare può diventare un gesto d’amore stra-ordinario. Sta a noi dare un senso a quello che facciamo e renderlo straordinario. 

Il gioco della fiducia: sapete lasciarvi andare?

Il gioco della fiducia Avete presente quel gioco che ci facevano fare in oratorio sulla fiducia? Ti dovevi buttare di spalle e dietro di te c’era una persona che ti prendeva. Ecco, io devo dire che ho fatto sempre una gran fatica, ed è strano perché io mi fido sempre tanto delle persone, forse troppo. Ma quel gioco proprio non mi sconfinferava e si vede!