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Crescita personale: la strada che sto percorrendo

Scrivere e il mio modo di comunicare quello che provo.  Per i compleanni scrivo sempre un biglietto ed è quello il vero regalo. Ho scritto lunghe lettere d’amore bagnate di lacrime in un fluire di pensieri ed emozioni. Ecco, è stato un desiderio, un bisogno, un’urgenza quella di scrivere. Quando ero bambina su un diario segreto, da ragazza sul quaderno di scuola per impressionare la professoressa amata, poi sulle pagine di una rivista. Poi con dontforgetthemirror è diventato un dono, un confronto, una gioia. Se chiudo gli occhi e immagino una storia – io che ho sempre scritto, – la visualizzo con parole che si rincorrono e punti esclamativi e sospensioni… Poi, molto tardi, è arrivata l’immagine, con fatica. Non avevo la prospettiva né la visione. Ho guardato cosa fanno gli altri e mi sembrava tutto molto bello, tutto molto noioso. Finché Giorgia mi ha convinta a “parlare” attraverso la fotografia, a mettere me stessa. Ci sono molti modi per esprimersi, ho cominciato scrivendo, la mia più grande passione. Per me scrivere è come avere …

Sono stata nomade finché non ho trovato casa

Ho cambiato città per cercare la mia identità, ho cambiato casa – 18 volte – per trovare il mio spazio, ho messo tutto in una valigia pensando che tutto quello che stava in una valigia potesse bastarmi. Ma mi sbagliavo. Avevo lasciato indietro la tazzina di caffè, col profilo oro, l’unica superstite del servizio della nonna, il maglioncino in cachemire rosa che mi aveva regalato mia mamma prima di partire – così stai calda -, i biglietti di auguri di papà, le foto di NY, la poltroncina bianca a righe verdi della zia, il settimino, le renne – tante -, lo scrittoio macchiato di cera… E per 18 volte ho imballato e ricominciato, a volte lasciando indietro, a volte portando con me, dando nuova vita. E poi sono entrata nell’abitazione n. 19, già fatta, già abitata. E dopo qualche giorno dal trasloco, questo ometto biondo, al mio rientro, prende il mazzo di chiavi e mi dice: tieni queste sono le chiavi di casa nostra… anzi queste sono le chiavi di casa tua! Sono stata nomade …

Chanel: un percorso, un’esperienza, un incantesimo

Milano, esterno, ore 12. È tutto un brulicare, uomini di corsa in giacca e cravatta, donne con sacchetti, turisti che seguono le guide, scolaresche impegnate in giravolte su tori, la città entra nel vivo, nel cuore di Milano: la maestosa Galleria Vittorio Emanuele II. In questo salotto sempre più elegante della città, tra camerieri in livrea, boutique lussuose e particolari scaramantici, ha aperto la Fragrance & Beauty Boutique di Chanel, terza in Italia, dopo Firenze e Venezia.

Una resina, un sapere millenario, una vertigine, un profumo: Blend Oud

Solitamente quando scrivo di un profumo, lo spruzzo nell’aria, chiudo gli occhi e mi faccio trascinare dalle emozioni che mi rimanda, un viaggio, un ricordo lontano, una persona cara. Anche questa volta ho usato lo stesso metodo, ho spruzzato e questo profumo mi ha talmente travolta che non ho potuto far altro che incanalare le sue caratteristiche nell’unica maniera a me congeniale: la scrittura, pennellandolo in una serie di aggettivi. Non un ricordo, non un luogo, non una persona, ma solo lui: il profumo.

Le 14enni si truccano e noi no

Durante questi saldi ho approfittato per comprare qualche felpa e t-shirt a mio figlio adolescente, e mentre eravamo in un negozio, ci raggiunge una sua compagna di classe con una busta Sephora. Lei mi sorride soddisfatta, sapendo del blog e mi mostra l’ultima palette di Huda Beauty (che per intenderci è un vero e proprio guru in make-up e per intenderci ancora di più, io non l’avevo ancora comprata). Sgrano gli occhi e lei mi elenca tutti i modi per sovrapporre e mescolare i colori degli ombretti. Io ammutolita. Devo ammettere una verità che può sembrare un po’ strana: io non amavo truccarmi. Dico strana semplicemente perché dfm parla di trucchi, faccio tutorial sul makeup e sono iscritta ad un’Accademia per future Make Up Artist professioniste. Quando avevo 20 anni non mi piaceva e non mi interessava, e non era perché mi sentivo particolarmente sicura di me, anzi. A 30 ho scoperto la coccola delle creme, adesso praticamente non esco di casa senza doccia-crema-trucco-parrucco. Circa 40’ di preparazione. Tutti i giorni! Poi vado sul treno …

Le candele fanno tanto atmosfera di casa

Sono preistorica, lo ammetto! Ma io quando vedo il fuoco mi sento a casa. Non sto dicendo che sono una piromane o un mancato Grisù (ve lo ricordate il draghetto che voleva fare il pompiere e invece combinava sempre guai perché gli usciva inavvertitamente il fuoco dalla bocca?). Non ce n’è,  il camino o le candele fanno tanto atmosfera di casa.

Il 2017, un anno ricco di profumi

Il 2017, un anno ricco di profumi, ognuno con le sue note caratteristiche, ognuno con la sua personalità. E Tu quale hai scelto? Femme Intense di Prada , voluttuoso, inebriante Illecit di Jimmy Choo, floreale, femminile, vivace Izia di Sisley Paris, moderno, deciso, sensuale Invictus e Olympea di Paco Rabanne, fresco e moderno per lui, irriverente e sensuale lei   Moonlight Patchouli di Van Cleef & Arpels, inebriante, straordinario Eau de Merveilles Blu di Hermes, aquatico, frizzante Girl of Now di Elie Saab, orientale, floreale Valentino Donna, cipriato fiorito, luminoso e persistente Gabrielle di Chanel , un nome, un mito – solare dai fiori bianchi   My Burberry, floreale, verde, molto english Aqva Bulgari Pour Homme, mascolino e frizzante – aromatico, acquatico, legnoso Wanted di Azzaro, seducente e seduttore, boisé Tiffany & Co., metropolitano e contemporaneo Tenue de Soirée di Annick Goutal, chipre molto femminile Paithani di Penhaligon’s, aromatico sorprendente Stronger with You di Emporio Armani, imprevedibile e sorprendente – speziato Mirrah & Tonka di Jo Malone, seduzione ed estasi

Mi presento: Gabrielle

Non posso continuare ad usare quelle gonne lunghe e strette che impacciano i movimenti, il mio passo è veloce, spedito, leggero. Non posso portare i capelli lunghi per sentirmi femminile, sono donna anche con un taglio corto, sono donna anche con un pantalone, anche se rubo il tessuto al tuo guardaroba. Non posso stare zitta in un angolo, io ho molto da dire e da far cambiare. Non posso adornarmi come una femmina qualunque, voglio una t-shirt a righe che mi ricorda il mare, una collana di perle che mi ricorda Venezia, una camelia che mi ricorda la Provenza. E soprattutto non posso essere come desideri tu, perché sono troppo impegnata ad essere me stessa. Mi presento: Gabrielle