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A 40 anni, la parola d’ordine è sii Glam!

È ormai alla terza edizione in poco più di tre mesi il libro “Glam a 40 anni” della giornalista e scrittrice Michaela Bellisario, che non vuole essere solo la summa dei consigli estetici per le over 40, dall’armadio al trucco, dai corsi e ai controlli. È il viaggio molto intimo dell’autrice che è decisamente glam, in un percorso leggero, divertente e allo stesso tempo confidenziale, profondo a tratti doloroso, e soprattutto consapevole. Perché essere Glam è uno stato mentale!

Cosa significa essere glam?

Essere glam è uno state of mind, significa essere affascinanti. Il pacchetto comprende i due versanti, esteriore e interiore. L’uno non può escludere l’altro. Si è glam quando si è belle, si è glam quando si sorride. Si è glam quando ci si accetta, ma anche quando si riesce a creare un look azzeccato. Si è glam quando ci si mette in gioco, si rischia e si perde. Per il solo fatto di averci provato si è glam. Si è glam quando si accettano le sconfitte e si riesce a trasformarle in una lezione importante. Si è glam quando si è responsabili nei confronti di se stessi e dell’ambiente. Ma si è glam, ovvio, anche con un paio di Louboutin color cipria e con un buon taglio di capelli. A 40 anni il taglio di capelli è imprenscindibile.

 

Cosa devi fare now or never?

Amare! Tirare fuori tutto l’amore che hai dentro. It’s now or never! Quando vuoi amare, altrimenti? Provare gratitudine. Un’immensa gratitudine per ogni minimo gesto che ti rende felice, per ogni sorriso che riesci a concedere agli altri, per ogni momento interessante, ma anche per i momenti “no” perché sono quelli che ti fanno crescere. Immaginare. Sognare l’impossibile e mettere a punto una strategia per realizzare i tuoi sogni. Il tuo sogno. Prenderti cura di te stessa. Rispettare gli altri, ma prima di tutto te stessa. Rispettarsi è il dovere morale più importante che abbiamo nei confronti della nostra anima.

 

Leggendo il tuo coinvolgente libro, ti ho immaginata distesa come descrivi, sul tappetino a contare fino a 5, bene, cosa vedi?

1) Un rossetto rosso, il Ruby Woo di Mac. 2) Il mio jutzu buddista. 3) Il MacBook Air da cui non mi separo mai. Scherzo. Se conto fino a 5… vedo tante 40enni che non sanno ancora di essere fantastiche e di avere l’opportunità di vivere il momento migliore della propria vita. Con un pizzico di consapevolezza, un po’ di intelligenza, e molta ironia è possibile fare dei 40 anni un capolavoro, ne sono convinta. L’importante è chiamarsi a raccolta, connettersi con se stessi e capire esattamente limiti e potenzialità. A 40 anni nulla deve essere più lasciato al caso, i padroni della nostra vita siamo solo noi e non le circostanze. Possiamo decidere tutto quello che vogliamo e chi vogliamo essere. Ma occorre, appunto, deciderlo!

 

Le hai fatte tutte le 40 cose imperdibili?

Non tutte, ma molte sì. Ho abbracciato alberi, mi sono iscritta a un corso di mindfulness. Di reiki. Di feng shui. Di yoga. Ho visitato le città della moda, NY, Londra, Milano e Parigi. Ho aperto un blog a 40 anni, www.glam40.com. Ho trascorso (l’anno scorso) Capodanno con il mio migliore amico in una Spa, sono diventata vegetariana, ho affittato un truck rental nella campagna inglese, ho dormito sotto le stelle nel Lancashire. Non sono mai stata (ancora) in Giappone, né mi sono lavata i capelli con lo champagne come suggeriva Diane Vreeland. Giuro che lo farò presto.

 

In modo sorprendente, tra un consiglio sul guardaroba e uno sul trucco parli di perdono come fase fondamentale dei 40 anni?

Sicuramente fare pace con se stessi a 40 anni rende la vita migliore. Bisogna capire cosa si intende, però. Molti di noi pensano che a 40 anni siano necessarie condizioni come carriera + famiglia + soldi per essere persone realizzate e di successo. Lo sono, ovvio, ma non è il loro raggiungimento a renderci persone felici. Perché la serenità, in realtà, è il frutto di un percorso che non finisce mai, dove gioia e sofferenza si alternano come fatti della vita. Spesso arriviamo a 40 anni senza aver fatto un percorso interiore, oppure barattiamo la pace interiore con traguardi esterni. Così esplodiamo e ci sentiamo persi alla prima crisi sentimentale, al primo problema con i figli, al corpo che cambia. Alt, fermiamoci un attimo allora. Connettiamoci con il nostro cuore e riflettiamo sulla nostra essenza: chi siamo? Quanto ci vogliamo bene? Diamoci una carezza, siamo esseri umani… non wonder women.

 

Nel libro non dai soli consigli di estetica, c’è tutto un capitolo anche sui check up. Come mai questa scelta?

Una mia cara amica, Wondy, è appena morta di tumore. Aveva solo 42 anni. E’ stato uno choc per tutti, ha combattuto come una guerriera per sei anni. Tutto era nato con il classico sassolino al seno. Ha raccontato la sua esperienza in un libro bellissimo pubblicato per Mondadori, che secondo me dovrebbero leggere tutte le donne timorose di sottoporsi all’esame al seno. Non possiamo decidere il nostro destino, ma a volte possiamo cercare almeno di prevenire il peggio. Dai 40 la mammografia è un obbligo, peraltro lo Stato non ci fa pagare l’esame. Con la mammografia la mortalità per il tumore del seno si riduce del 30%. Con il Pap-test è possibile ridurre la trasformazione maligna delle lesioni pretumorali anche dell’80%. Io non ho mai avuto problemi di salute. A 43 anni sono diventata ipotiroidea. Me ne sono accorta per caso. Ero sempre stanca, perdevo colpi con la memoria. L’analisi del sangue ha rilevato questa patologia. La tiroide è la “centrale elettrica” degli ormoni, purtroppo il suo malfunzionamento colpisce le donne proprio intorno ai 40 anni.

 

Parli di dolore in maniera diretta, intima, dura, è stato quel dolore a condurti ad Glam 40?

Sono una mamma mancata, ho avuto un’esperienza di maternità durissima e questo è un dolore che ha segnato indiscutibilmente i miei 40 anni. Dalla felicità per una gravidanza tardiva a 42 anni sono passata al dolore peggiore che si possa provare: la perdita di un figlio dopo la nascita. Ci ho messo un anno per riprendermi e quando sono tornata, come dire, in sesto non ho più avuto la possibilità di restare incinta, data anche l’età ovviamente. Non è da sottovalutare la questione maternità a 40 anni… Niente è scontato. Per altri versi sono stata fortunata, ho trovato donne lungo la strada che mi hanno aiutata a capire che si può essere madri in tanti modi. Mi sono guardata intorno e ho iniziato a occuparmi delle persone a cui voglio bene. Per esempio dei mio gruppo buddista. Ho scoperto che siamo tutti mamme, padri e figli in moltissimi modi.

 

Ti sei perdonata?

Sono buddista. La cosa più interessante di questa filosofia è che ti insegna a rilanciare sempre. Non ti fa vedere il “karma” come somma di un passato crudele e beffardo, ma ti fa vedere piuttosto il presente come trampolino di lancio. Le lacrime ci sono, ci saranno sempre. Così come il dolore, acuto e intenso, che non mi ha più abbandonato. Ma ci sono anche sorrisi e gioia. Esattamente come la notte e il giorno. Bisogna imparare a convivere con tutto questo. Accettarlo. Non è facile, è una lotta con la nostra parte più oscura. Per ora mi concentro su questi aspetti.

 

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