Month: Maggio 2020

Crescita personale femminile: un atto casuale di gentilezza

Non mi sono sbagliata. Ho scritto intenzionalmente causale (e non casuale) , causale che causa, pensato apposta, deciso a tavolino, mirato al cuore. Non casuale, buttato lì, capitato per caso. Ma proprio ragionato per fare qualcosa di delizioso per un’altra persona. Non parlo di grandi azioni ma piccoli gesti: un cenno con la mano a chi incontriamo (anche se non conosciamo), una chiacchiera con la cassiera, un bel sorriso anche sotto la mascherina perché gli occhi non mentono mai. Perché questo distanziamento sociale e questa mascherina rischiano di farci perdere di vista le buone maniere, che non sono altro che “una gentilezza d’animo”.

La giacca di pelle è il simbolo della primavera

Se una rondine non fa primavera, possiamo dire senza essere smentite che il capo in pelle invece è in assoluto il simbolo della primavera. Si presta a diverse fogge: molto cool quando veste come una giacca; trasversale in versione gilet; rock/punk per l’intramontabile chiodo. Ovviamente tutto anche in versione eco-pelle. E Voi amiche, ne avete uno nell’armadio? Lo amate?

La felicità: si può imparare?

La risposta è sì, la felicità si può imparare. è come fare un restyling al nostro cuore, insegnandogli la felicità, anzi ad essere felice. Perché anche ad essere felici, bisogna essere predisposti, in questo ci vuole allenamento! Vi segnalo un bel libro “E non dimenticare d’essere felice” dello psichiatra Christophe André “non lasciamoci sfuggire le occasioni felici che si presentano e se possibile, a ricercarne sempre di nuove. Vivere nel presente, stabilire un legame con la natura, non fare del male, amare il prossimo e il genere umano, sono concetti noti a tutti, il problema non è conoscerli, ma applicarli. Addormentarsi ogni sera pensando per qualche minuto a 3 momenti piacevoli della giornata appena trascorsa è un esercizio semplice ma provate e farlo per 15 giorni di seguito”.   Piccoli esercizi, divertenti aneddoti e riflessioni profonde. Perché la felicità dipende anche da noi. “Basta poco perché accadano molte cose interessanti. Basta poco perché accadano cose. Basta che accadano cose.”

Guardaroba base: bastano solo 11 pezzi! (ma non ditelo ai fidanzati)

Non fate leggere questo post ai vostri mariti/fidanzati! Parliamo di guardaroba e della solita frase “non ho niente da mettermi!”. Ecco, la verità (sconcertante) è che per un guardaroba base bastano (solo) 11 pezzi. Avete letto bene: 11. Ecco quali sono Partiamo da: 1 giacca o cardigan a seconda dello stile (e della nostra comodità) e questo è caso di dirlo IL capospalla (quello su cui dovremmo spendere di più perché ci veste e dura nel tempo). Poi serve: 1 pantalone, 1 gonna (x cambiare o 1 pantalone bis), 1 abito, 1 jeans. A seguire: 2 camicie, 1 maglietta, 1 sotto-giacca (sotto cardigan), 2 top. 11 capi che facciamo girare creando almeno 19 look (nelle varie combinazioni). Poi è indubbio che se abbiamo (anche ereditato) qualche accessorio tipo foulard, sciarpe, collane, orecchini, spille, borse, gli accostamenti aumentano a dismisura. Poi ovviamente ci sono le variabili stagionali, gli sfizi e la fantasia.

La consapevolezza dovrebbe essere il primo abito che indossiamo

Sempre di più mi accorgo che la vera bellezza è la consapevolezza che ci viene dalla capacità di guardarci allo specchio e riconoscerci – a volte dopo i cambiamenti del nostro corpo è un conoscersi nuovamente.   E quando siamo consapevoli – profondamente – possiamo anche diventare o essere maggiormente sicure di noi stesse.   Come? Attraverso un percorso che scopre un nuovo colore per la maglietta che esalta l’incarnato del nostro viso grazie all’armocromia, passa per la forma giusta del vestito che valorizza le nostre forme con l’analisi della figura (body shape), svela lo stile che ci appartiene e che ci rappresenta e arriva al rossetto come stratagemma di sicurezza.   Perché se ci guardiamo con amore e consapevolezza allo specchio, e riconosciamo i nostri pregi, allora un rossetto non è solo un colore, diventa una iniezione, uno stratagemma di sicurezza, quella capacità di camminare al centro del corridoio, calcare il pavimento (sto arrivando!), avere la voce ferma per esprimere la nostra opinione.