Month: Marzo 2020

Riordinare il cassetto della biancheria intima: 4 consigli

E anche il cassetto della biancheria intima è arrivato al capolino! Non vogliamo svuotarlo, pulirlo, e soprattutto dare una bella riassettata (e buttata) alla biancheria? Comincerei con gli orfani, gli spaiati, non vorremo mica mettere il reggiseno di un colore e lo slip di un altro, vero? È disarmonico, ci spogliamo e siamo interrotte, noooooo. Via i single, gli usurati, gli stretti (per carità l’effetto salsiccia) e soprattutto quelli che non ci valorizzano. Mai frase più giusta fu detta: pochi ma buoni! Una volta fatto il sacchetto dell’addio, e pulito il cassetto, 4 consigli – li riponiamo tenendo i reggiseni distesi (così mantengono la loro forma) e non accovacciati su sé stessi – gli slip piegati in tre dentro il loro reggiseno  – sopra io amo mettere della carta velina o le canotte in raso (per colore) – meglio il lavaggio a mano – qualsiasi centrifuga li usura più velocemente

Il tempo prezioso secondo Seneca

Mi interrogavo sul concetto di tempo secondo Seneca. Mai tematica fu tanto preziosa come in questo periodo: il tempo, dilatato, lento, diverso a tratti doloroso. Per Seneca, la maggior parte degli uomini non è consapevole di quanto sia prezioso il tempo. Seneca è infatti convinto del fatto che la vita non sia affatto breve come molti affermano ma che anzi sia lunga se il tempo viene gestito bene, e il tempo è più che sufficiente per compiere anche i più alti e nobili propositi. Il presente come dono, più che mai. “Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta …

Riordinare l’armadio con metodo: 3 domande

Ve lo dico, è arrivato il momento! Eh già, è una cosa che abbiamo sempre rimandato per mancanza di tempo, ma oggi, tra smart working, video-call (rigorosamente con la maschera da diva!), pranzetti, panni da stirare… è arrivato il momento. Riordinare l’armadio con metodo e non solo perché si sta affacciando la bella stagione (danno neve tra qualche girono). Ma perché è proprio arrivato il momento di prendere una scatola (bella grande) e un sacchetto (ancor più grande) per dividere i capi.  Ponendoci 3 domande facili facili Resta nell’armadio Lo metto ancora, mi piace tanto, mi ci sento proprio bene? -> LO  GUARDO, LO PROVO, SONO FELICE, LO RIMETTO NELL’ARMADIO Bustone amiche/vendita/Caritas non lo metto da anni, non mi sta bene anzi il colore mi sbatte, non so con cosa abbinarlo? -> LO GUARDO, LO SALUTO E LO METTO NEL BUSTONE (Amiche, riffe, Caritas) Scatola dei ricordi non lo metto da anni, non mi sta bene, è datato, non mi ci vedo più, ma è un ricordo? -> LO GUARDO, LO PIEGO BENE E LO …

Smart working e abbigliamento a casa

Amiche, quando siamo a casa, – chi per lo smart working, chi in ferie (forzate) – la tentazione è quella di vagare con la tutona o peggio proprio in pigiamo con la vestaglia e il molletone di plastica (sapete che gli faccio la guerra fuori dal bagno). E devo dirvi che stando a casa un po’ di pigrizia prevale. E se proprio in questo periodo “buio” invece dessimo il nostro meglio? Cominciando dall’abbigliamento, vestendoci pur rimanendo a casa e non la tutona vecchia (quella con già le forme delle ginocchia), ma un pantalone morbido (un leggins, chi preferisce il jeans), un bel maglione, i capelli puliti, una buona crema (abbiamo più tempo – togliendo il viaggio per raggiungere l’ufficio – la doccia la do per scontato, no), chi anche il trucco, perché no. Chiamiamolo amore verso noi stesse, insegnamento per i nostri figli, energia per andare avanti.

Atti stra-ordinari: stirare

Non c’è nulla di straordinario nell’atto di stirare, vero? Anzi, vogliamo parlare delle magliette di cotone che tirano da una parte all’altra? Le odio! Gli atti straordinari sono altri: richiedono coraggio, a volte follia, una sorte di eroismo! E mentre stavo stirando, pensavo di mettere giù una bella lista di cose straordinarie (quanto mi piacciono le liste – lo sapete) da fare e da proporvi, tipo appena usciremo da questo incubo: mi lancio con il paracadute (anche no!) taglio i capelli tolgo le borse (e non intendo quelle da portare a spalla) e chi più ne ha, più ne metta… pensavo a questo e stiravo la maglietta di cotone, chiedendomi: “cosa la stiro a fare che tanto mio marito la mette sotto la camicia, chi vuoi che veda l’increspatura?” Ed ecco l’illuminazione. La stiro per avere cura di lui e stiro le felpe e i jeans per avere cura dei miei ragazzi. Perché stirare può diventare un gesto d’amore stra-ordinario. Sta a noi dare un senso a quello che facciamo e renderlo straordinario. 

Il gioco della fiducia: sapete lasciarvi andare?

Il gioco della fiducia Avete presente quel gioco che ci facevano fare in oratorio sulla fiducia? Ti dovevi buttare di spalle e dietro di te c’era una persona che ti prendeva. Ecco, io devo dire che ho fatto sempre una gran fatica, ed è strano perché io mi fido sempre tanto delle persone, forse troppo. Ma quel gioco proprio non mi sconfinferava e si vede!