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Sono stata nomade finché non ho trovato casa

Ho cambiato città per cercare la mia identità, ho cambiato casa – 18 volte – per trovare il mio spazio, ho messo tutto in una valigia pensando che tutto quello che stava in una valigia potesse bastarmi. Ma mi sbagliavo. Avevo lasciato indietro la tazzina di caffè, col profilo oro, l’unica superstite del servizio della nonna, il maglioncino in cachemire rosa che mi aveva regalato mia mamma prima di partire – così stai calda -, i biglietti di auguri di papà, le foto di NY, la poltroncina bianca a righe verdi della zia, il settimino, le renne – tante -, lo scrittoio macchiato di cera… E per 18 volte ho imballato e ricominciato, a volte lasciando indietro, a volte portando con me, dando nuova vita. E poi sono entrata nell’abitazione n. 19, già fatta, già abitata. E dopo qualche giorno dal trasloco, questo ometto biondo, al mio rientro, prende il mazzo di chiavi e mi dice: tieni queste sono le chiavi di casa nostra… anzi queste sono le chiavi di casa tua! Sono stata nomade …

Atelier Cologne: nuove interpretazioni poetiche e intense degli agrumi

L’amore per le colonie e la loro metamorfosi: gli agrumi per la prima volta mescolati insieme a ingredienti pregiati e inaspettati per dar vita a nuove interpretazioni. Poetiche, intense, fedeli: ecco Atelier Cologne. Quando l’amore è l’ingrediente principe di una coppia e diventa anche quello di un profumo e non di uno qualsiasi, ma dell’acqua di colonia, allora il suo risultato diventa sorprendente.

Una resina, un sapere millenario, una vertigine, un profumo: Blend Oud

Solitamente quando scrivo di un profumo, lo spruzzo nell’aria, chiudo gli occhi e mi faccio trascinare dalle emozioni che mi rimanda, un viaggio, un ricordo lontano, una persona cara. Anche questa volta ho usato lo stesso metodo, ho spruzzato e questo profumo mi ha talmente travolta che non ho potuto far altro che incanalare le sue caratteristiche nell’unica maniera a me congeniale: la scrittura, pennellandolo in una serie di aggettivi. Non un ricordo, non un luogo, non una persona, ma solo lui: il profumo.

Mi presento: Gabrielle

Non posso continuare ad usare quelle gonne lunghe e strette che impacciano i movimenti, il mio passo è veloce, spedito, leggero. Non posso portare i capelli lunghi per sentirmi femminile, sono donna anche con un taglio corto, sono donna anche con un pantalone, anche se rubo il tessuto al tuo guardaroba. Non posso stare zitta in un angolo, io ho molto da dire e da far cambiare. Non posso adornarmi come una femmina qualunque, voglio una t-shirt a righe che mi ricorda il mare, una collana di perle che mi ricorda Venezia, una camelia che mi ricorda la Provenza. E soprattutto non posso essere come desideri tu, perché sono troppo impegnata ad essere me stessa. Mi presento: Gabrielle        

A scuola di profumo: 4 lezione, il viaggio

La Piramide olfattiva, l’ispirazione e la memoria del profumiere, l’omaggio, il viaggio: questa è la struttura di un profumo. Quando è un viaggio a condurre il profumiere tra alambicchi e pipette, il profumo non può essere solo sentito, va immaginato! È vero però che “Descrivere un profumo è come tradirlo”, dunque, si può chiudere gli occhi, sentire la musica che ci rapisce e immaginare il luogo che ha stimolato la creazione.