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Don’t forget the mirror

vanessa

Tre amiche dissertano di amenità e scoprono il significato dello specchio! 

È l’alleato prezioso per sentirsi la più bella? Un semplice strumento in bagno? Uno spauracchio con cui fare i conti? O addirittura il vero confronto con chi incontriamo?

Quando ho conosciuto Eva la cosa che mi ha colpito di più era la sua sicurezza, il suo incedere spedito dentro la vita, anche quella di tutti i giorni. Ci siamo conosciute per un fondotinta. Eravamo all’Università, io laureanda e lei matricola. Entrava in Dipartimento con quel suo passo svelto e quel rumore ritmico dei tacchi.Gli altri non la potevano soffrire. Io alzavo lo sguardo dai libri e sorridevo. La guardavo muoversi certa, lasciando dietro di sé professori rapiti dal suo profumo e dalla sfrontatezza. E quando si sedeva a studiare se qualcuno mormorava, lei lo zittiva immediatamente. Era terribile e affascinante allo stesso modo, mi sembrava un fumetto, una femmina perfettina disegnata appositamente per essere fuori contesto. Tacco alto, trucco, capello biondo liscissimo e aveva solo 19 anni. Io che ne avevo 24, avevo le Birkestock e i capelli cortissimi.

Così un giorno, mentre era a fumare, le chiedo: “che fondotinta usi?” Lei mi guarda dalla testa ai piedi, e avrà pensato sicuramente: Tesoro, qui serve molto più di un fondotinta…

Siamo diventate amiche! E lo siamo ancora anche se tanto diverse.

Il primo consiglio che mi ha dato? “prima di uscire Vanessa, guardati allo specchio e ripeti: sei bellissima! Certo un po’ di trucco e un foulard ti aiuterebbero visto il taglio corto da lager che hai fatto, ma cominciamo con le basi. Non dimenticare lo specchio!

Ma che dici, penso io!? Non mi ci guardo mai!… Ma perché non lo faccio? E mi sono ricordata di una piccola suora che per tutte le elementari continuava a ricordarci che lo specchio era vanità. E così con quell’ancoraggio di peccato son cresciuta senza tanta attenzione a vedere cosa c’era riflesso. Facendo fatica a riconoscermi nelle foto perché non riconoscevo il mio aspetto.

“Non dimenticare lo specchio”…

10 anni fa ho fatto pace con quell’immagine riflessa, mi curo e mi trucco, qualche volta metto pure i tacchi (rigorosamente con la ballerina nella borsa) e soprattutto mi voglio bene.

Continuo a fare un uso misurato dello specchio, per truccarmi la mattina e quando mi lavo i denti per controllare che tutto sia a posto. È uno strumento.

Eva

Non fate le romantiche! Lo specchio è fondamentale sempre e ovunque. A cosa servono altrimenti le vetrine se non a guardarmici?!? E lo specchietto retrovisore della Smart? Insomma siamo quello che mostriamo e non sono ammessi errori o dettagli fuori posto. Tutte quelle scemenze sull’abito che non fa il monaco, deve averle dette un monaco che non aveva l’abito.

Dovevate vedere Vanessa quando mi si è avvicinata all’Università, maglione deformato, jeans slavato, le birkenstock (no dico hai capito di quale scarpa sto parlando? il sandalo dei frati!), a 24 anni non un filo di trucco, sembrava appena uscita dal letto! Ho pensato: ma come si fa a conciarsi in questa maniera. E lei mi chiede il fondotinta? Ma il fondotinta era l’ultimo dei suoi problemi…

Non dimenticare lo specchio!

E certo. Me lo ripeto da quando sono bambina, lo dicevo anche alla Barbie.

Lo specchio è il mio alleato, sono bellissima, mi sento bellissima e quando esco il mondo è mio! Sono sicura di me, nulla mi ferma, e cosa mi da sicurezza? La certezza del mio aspetto!

Tutte le donne possono essere belle (più o meno) con cura, disciplina alimentare e sportiva, un buon parrucchiere, qualche lezione di trucco.

Con Vanessa ho fatto miracoli…

 

E poi è arrivata Samantha

In soggiorno ho un grande specchio ambrato di mia nonna che mi porto dietro da 24 anni. Ogni mattina prima di uscire faccio un check veloce. A volte sono soddisfatta degli abbinamenti, a volte qualcosa stona. A 43 anni posso dire che lo specchio mi restituisce consapevolezza.

La vera scoperta è accaduta tempo fa parlando con una persona che mi conosceva appena: stava descrivendo caratteristiche note a pochi. Così ho capito che le persone che incontro mi fanno da specchio rivelandomi aspetti magari dimenticati. E allo stesso modo io sono rimando a chi si accosta.

Non dimentico lo specchio, che vedo la mattina prima di uscire, e quelli che incontro durante la giornata…

 

The Boss

Chi ci ha unite? Ed ecco che entra in gioco The Boss, se dietro un uomo c’è sempre una donna ferma 3 vetrine prima a guardare scarpe, dietro 3 donne poteva esserci solo un ingegnere capace di metterci d’accordo. E lui è il nostro supereroe quando si barcamena tra “ e no, questo layout non è cool!” e “ma come aggiungo una foto?” mentre lui continua a ripetere: “leggete il link che vi ho mandato, sennò non parliamo la stessa lingua!?” e che lingua è? User experience, responsive, phablet, hamburger menu icon… Parla di cibo? Che c’entra?? Lui ci guarda stranito e forse anche un pò interdetto, abituato a parlare di card sorting, affordance e non di rossetti, profumi e corsi motivazionali. Ma se non ci fosse, tutto questo non sarebbe stato possibile, grazie Boss per la pazienza!

 

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