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Un viaggio, una suora, la magia della luce: ecco la storia di Carla Pagani fondatrice e anima di Amici per il Centrafrica Onlus

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Il mal di africa è una forma di nostalgia insistente con il desiderio di dover tornare al più presto, ecco in questo viaggio il mal di africa diventa azione e responsabilità, e come in una staffetta, un passaggio del testimone, ma andiamo indietro nel tempo.

Nell’estate del 2000 Carla Pagani compie un viaggio con la figlia Sara, diciassettenne, in Repubblica del Centrafrica dove si trovava la zia Suor Beniamina. La zia, originaria di Limido Comasco, dove nasce nel 1933, a soli 19 anni decide di entrare nella congregazione delle missionarie comboniane. Nel 1962 parte per il Congo dove vive un’esperienza di missione conclusasi con la ribellione dei Simba e la prigionia con quattro consorelle. Specializzatasi in Belgio come ostetrica, nel 1969 arriva in Centrafrica, a Mboki, per occuparsi dell’ospedale costruito per i rifugiati sudanesi dalla Croce Rossa Internazionale e divenire dopo responsabile della Congregazione per Centrafrica e Ciad. Qui apre diverse missioni per portare aiuto nella formazione, nella sanità e nei diritti umani e nel 1999 quella di Zomea, per i Pigmei Aka che vivono nella foresta sudoccidentale del paese, ai confini con il Congo.

Ed ecco il passaggio del testimone da Suor Beniamina a Carla.

Pierpaolo Grisetti, Presidente attuale dell’Associazione Amici per il Centrafrica Onlus, ci racconta dell’effetto che l’Africa ha avuto su Carla, non poteva rimanere indifferente nel vedere un bambino che, dopo una malattia, trascorreva la sua convalescenza disteso per terra. Questo aveva fatto nascere in lei l’idea di costruire un piccolo dispensario nella foresta dei Pigmei.

Da ciò nasce la storia dell’Associazione Amici per il Centrafrica e di Carla quale fondatrice, Presidente e motore di tutte le iniziative. Si è resa portavoce della stessa, esponendosi sempre in prima fila, con una tenacia ed un impegno nati dall’ammonimento di sua zia Suor Beniamina al rientro in Italia: “Quando siete qui dite tutti che volete fare qualcosa, poi tornate in Italia e vi dimenticate di noi”.

Carla, da quell’istante, ha reso il popolo africano parte integrante della sua vita famigliare, lavorativa e di donna.

 

Quante volte è andata in Africa?

Carla è stata in Centrafrica più di 25 volte. Le sue ferie dedicate all’Africa, nell’aiutare la popolazione con lo scopo di voler ridare ai bambini un sorriso e una speranza per il futuro. Suo desiderio era essere nuovamente presente in occasione della visita del Papa ma la malattia non le ha permesso di realizzare questo suo sogno.  Il suo ultimo viaggio è stato quello in cui, con un aereo della Farnesina, ha portato 40 quintali di medicinali e aiuti umanitari in soccorso all’emergenza della guerra civile che insanguinò la Repubblica Centrafricana.

La sua presenza quale volontaria instancabile ha sostenuto in 15 anni la realizzazione di molteplici progetti volti ad una continua crescita sociale della popolazione.

 

Ci racconta un suo aneddoto?

Mi ricordo il giorno dell’inaugurazione del 1°dispensario, dotato di pannelli solari, Carla ha fatto sua la grande emozione e lo stupore dei bambini. Per loro il premere un bottone e vedere la luce accendersi era una sorta di magia poiché costantemente abituati al buio o alla fiamma fievole del fuoco.

Per i bambini la luce rappresentava la speranza in un futuro migliore, per Carla e per l’Associazione la prima luce che ha illuminato un significativo cammino tutt’ora e costantemente in evoluzione.

 

Qual è stato il tratto del suo carattere “ispirante” per gli altri? 

Carla era una donna carismatica, forte e coraggiosa. Aveva la capacità di coinvolgere le persone e trasmettere loro quella passione nell’aiutare il prossimo. Il suo agire quotidiano era costantemente e instancabilmente volto a favore dei progetti dell’Associazione.

Ricordo che durante il mio primo viaggio in Centrafrica, nel febbraio del 2009 insieme all’amico Claudio Ceriani, Carla ci fece visitare tutti progetti in fase di realizzazione e ci trasmise la sua passione nel garantire un futuro alla popolazione creando scuole, dispensari, centri per disabili…

I suoi valori, il suo coraggio sono il cuore e l’anima dell’associazione che ha l’impegno di proseguire il suo operato per il futuro del Centrafrica.

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