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Restare con la guerra per vedere un miracolo chiamato Gipsy: Amici per il CentrAfrica Onlus

Amici del CentrAfrica scuola

Questa è una storia bella e vera che non sempre va a finire bene, proprio perché la dura realtà spesso oltrepassa l’incubo peggiore. Nonostante tutto, questa è una storia di speranza e miracoli, di uomini e donne che hanno voluto fare la loro parte.

Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, un paese sempre devastato da un’instabilità politica e ricorrenti scontri sanguinosi, con un tasso di mortalità più elevato del continente, dove malattie guaribili, con normali parametri medici, divengono mortali e a farne le spese sono proprio i più piccoli.

 

L’Associazione Amici per il CentrAfrica Onlus crede nella partecipazione responsabile e solidale verso i bisogni, il disagio e le speranze, attraverso progetti di cura, formazione e sostegno al lavoro per l’auto-sufficienza.

 

Bangui, Central African Republic, jean refugee camp 23. Children attend school lessons held by the Sisters of madagascar. All public schools have been closed due to insecurity

Al motto: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”, abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione Amici per il CentrAfrica Onlus, Pierpaolo Grisetti.

 Amici del Centroafrica Presidente Grisetti

  1. Come è nato il progetto del Centro sanitario?  

Il Centro sanitario (che si comporrà di Dispensario pediatrico, Laboratorio analisi e Centro odontoiatrico) si colloca all’interno di un progetto ad ampio respiro “I Bambini di Bangui – Centro La Joie de Vivre” che da accoglienza a quanti più bambini possibile, bimbi che vivono in condizioni di drammatico disagio, dando loro un valido accompagnamento, una concreta possibilità di recupero, oltre alla scolarizzazione e alle fondamentali cure sanitarie. Il Centro Sanitario presterà cure gratuite ai bambini disagiati, abbandonati o orfani ospitati dal nostro Centro, oltre a quelli bisognosi in appoggio scolastico, ma sarà anche aperto a bambini e adolescenti esterni per prestazioni sanitarie e cure mediche.

 

  1. In un paese come la Repubblica Centrafricana come si fa a parlare di speranza?

Nel marzo 2014 partivo per Bangui per affrontare una delle più gravi emergenze umanitarie che la Capitale centrafricana abbia visto a causa della guerra civile in atto, per motivi economici ma fatta passare come guerra di religione tra Cristiani e Mussulmani.

La situazione era veramente difficile: scuole chiuse, coprifuoco, divieto della circolazione delle autovetture, spari diurni e notturni, atrocità di ogni genere.

 

La nostra Associazione, Amici per il CentrAfrica, aveva deciso nonostante tutto di restare e aiutare la popolazione cercando di mantenere viva la speranza per un futuro migliore.

 

A volte sembra che tutto quello che è stato fatto sia una piccola goccia in mezzo ai mille e più problemi del CentrAfrica, questo non ci deve scoraggiare, deve essere di stimolo per non mollare mai. E a tal proposito mi viene in mente un biglietto di auguri che mi è stato inviato da un Padre Missionario di Cislago della foresta amazzonica: c’era un colibrì che, visto bruciare la foresta dove viveva, volò verso il fiume, raccolse una goccia d’acqua per farla cadere sull’enorme incendio che divampava e divorava la foresta. Un leone, gli chiese se pensava di poter spegnere con una goccia d’acqua quell’enorme fuoco e il colibrì gli disse “non credo di riuscire a spegnere l’incendio con le mie gocce d’acqua, però so che ho fatto la mia parte!”

 

E poi è successo che Papa Francesco ha aperto l’anno giubilare della misericordia proprio a Bangui, nominandola Capitale morale.

 

Dopo che saranno deposte le armi, strumenti di morte, e saremo armati di giustizia, amore e misericordia, autentiche garanzie di pace, dovremo diventare protagonisti nell’essere artigiani della ricostruzione e della riconciliazione continuando sempre con più forza e convinzione l’opera di formazione dei giovani del Centrafrica e garantendo loro la possibilità di essere i primi artigiani del loro futuro.

 

  1. Ci racconta un miracolo accaduto?

Crediamo molto nei miracoli … più lavoriamo e ci impegniamo e più ce ne accadono.

Nella casa del volontariato, fulcro del nostro Centro Joie de Vivre, vive la piccola Gipsy. Nel Luglio del 2014 era stata accolta dalle suore, dopo che i suoi genitori erano stati ammazzati e la nonna con cui viveva era stata sepolta viva davanti ai suoi occhi. Il tutto per ragioni di superstizione.

La sua storia poteva farci fermare il cuore e farci pensare che non c’era limite all’orrore. Ma lei ora è qui! Studia nella scuola Nicolas Barrè, fulcro del Centro Joie de Vivre: lì crescerà questa bambina che la vita ha reso sola ma cui la nostra Associazione ha permesso di sopravvivere e di guardare al futuro. Lei è la nostra prova, è la ragione per cui dobbiamo andare avanti, è il nostro miracolo!

Così deve essere ognuno di noi, volontario o benefattore che sia. Ognuno deve avere il coraggio di fare la propria parte, seppur piccolo o insignificante che possa sembrare, perché solo così, con l’aiuto di tutti, si possono raggiungere grandi obiettivi.

Solo così anche con la nostra piccola Associazione ha potuto continuare a perseguire grande obiettivi e raggiungere tutti quei risultati insperati che è riuscita a garantire in questi quindici anni di attività.

 

Ora tocca a noi!

 

Amici per il CentrAfrica Onlus 

tel: 031.937477 – mail: info@amicicentrafrica.it

 

 

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